Cronaca
Omicidio Cerciello Rega, parla la mamma: “La dodicesima coltellata l’hanno piantata nel mio cuore”

La madre di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere morto con 11 coltellate il 29 luglio del 2019 da due giovani turisti americani, ricorda il figlio in una intervista di Repubblica, a due anni dalla morte.
“Mario si è sposato il 13 giugno, un mese e mezzo prima di essere ammazzato. Era felice. L’ultima parola che mi ha detto è stata: ‘Ti voglio bene’. Era l’8 luglio, era arrivato tre giorni prima in Campania e mi ha portato al mare. ‘Mamma andiamo io e te’, mi ha detto. Mi confidò che sperava di avere un figlio e che lo avrebbe chiamato come mio marito, Antonio. Aveva fatto tanti sacrifici ma era contento. Tutto distrutto”. “Quel giorno sono morta anch’io. Non gli hanno sferrato undici coltellate, ma dodici. Perché una è stata piantata nel mio cuore”.
La sera in cui Cerciello è morto, a chiamare Silvia è stato il comandante. Le ha detto che il figlio non stava bene e che sarebbero andati a prenderla. Inizialmente ha pensato a un malore. “Quando ho visto che in autostrada ci scortavano due auto dei carabinieri ho capito. In ospedale ho visto mio figlio su una barella. Perché non sono morta io? Me lo chiedo ogni giorno”.La madre ricorda che Mario a quell’appuntamento era andato senza pistola, e specifica: “Anche se l’avesse avuta non sarebbe cambiato nulla, Mario non l’avrebbe mai usata contro un ragazzo. Sono certa che gli avrà parlato, cercando di fargli capire che stava sbagliando. Non se l’aspettava, secondo me, che sarebbe stato accoltellato”









