Arianna Nanni avrebbe richiesto tramite il suo legale due colloqui, uno col padre e uno con il killer, ma il magistrato ha detto no. Il motivo? La probabilità di inquinamento probatorio. Così riporta Il Resto del Carlino.
Sì, perché Arianna avrebbe già (involontariamente) incastrato il padre quella mattina, e poter parlare con lui potrebbe in qualche modo inquinare le prove, adesso.
Quella mattina, Arianna e il padre si trovavano in auto insieme, quando ricevono la telefonata della fidanzata di Arianna che chiede aiuto. Il Nanni inizia ad agitarsi e mentre Arianna chiede alla fidanzata di uscire dalla stanza e vedere come sta la madre, Nanni dice un categorico “No” e le vieta di uscire dalla stanza. Questa cosa insinua il dubbio negli inquirenti: semplice paura che l’intruso sia ancora in casa, o consapevolezza che conoscendo l’indole dell’intruso, da lui assoldato, avrebbe potuto fare del male anche alla giovane? Arianna si è ritrovata ad essere, inconsapevolmente, l’anello di congiunzione tra le due parti della catena, in questa vicenda.
Ed è per questo che il magistrato le ha negato di avere colloqui sia col padre che col killer. Intanto, le versioni dei due uomini sono nettamente differenti. Uno, Nanni, dice di avergli dato solo 2000 euro per spaventare Ilenia, l’altro, Barbieri, dice di averne ricevuti 20.000 più un’auto per il suo assassinio. Chi dei due mente?










