Cronaca
Omicidio Nada Cella, le dichiarazioni di Marco Soracco all’amico

Tante stranezze nel caso Nada Cella. Ora emergono alcune inquietanti affermazioni rese da M. S. ad un amico, pochi giorni prima dell’omicidio di Nada.
Il testimone riferisce alcune dichiarazioni di S. fatte a lui stesso al termine di una serata alla sala da ballo “Odeon”. “Ci sarà la botta”, avrebbe detto il commercialista. Chieste spiegazioni su questa frase, riferisce il testimone, S. avrebbe risposto che era una cosa che riguardava il suo studio, e che avrebbe appreso la notizia dai giornali. Allora l’amico gli avrebbe chiesto: “Perché mi dici queste cose? Che uso ne dovrei fare?“. “Fanne l’uso che vuoi”, avrebbe replicato lui.
Tuttavia, S. ha sempre negato di aver mai fatto simili affermazioni. Dove sta la verità? Chi dei due mente?
Ma c’è anche un altro strano particolare. Marisa Bacchioni racconta che il sabato antecedente all’omicidio, Nada si era recata in ufficio per prendere alcuni documenti relativi ad una pratica. Si è seduta alla scrivania e ha estratto un floppy dal pc, mettendolo in borsa. Ma nella borsa nessuna traccia del floppy disk.
Inoltre, quando la borsa della ventiquattrenne è stata restituita ai familiari, la sorella Daniela ha riferito che al suo interno c’era anche il libretto di lavoro di Nada. Lo aveva con sé perché voleva licenziarsi? “Anche questo dettaglio non è mai stato chiarito. – spiega l’avvocato Franzone – Sembrerebbe che lo abbia dato S. agli inquirenti e che poi gli stessi, quando hanno restituito gli effetti personali di Nada alla famiglia, abbiano infilato nella borsa anche il libretto del lavoro della ragazza“.









