“Omicron” spaventa o forse no. Non si sa…

Lunga riflessione su Omicron ed efficacia dei vaccini

Ormai la variante del Covid-19, denominata “Omicron” e identificata per la prima volta in Sudafrica e Botswana il 26 novembre, sta soppiantando tutte le altre varianti. Quello che sappiamo con certezza di questo altro ceppo è che ha una trasmissibilità molto alta e che, in apparenza, sembrerebbe meno aggressiva delle precedenti. Si potrebbe trarre un sospiro di sollievo se non ci fosse un dato allarmante: è più resistente ai vaccini sviluppati finora delle altre varianti. Il virus, nella sua mutazione, ha imparato a difendersi. Secondo uno studio britannico, per ostacolare il suo contagio abbiamo al momento una sola arma: la terza dose di vaccino, che alza il livello di anticorpi fino a 25 volte in più rispetto alla seconda dose.

Il contagio nel mondo

Osserviamo alcuni dati per comprendere la diffusione di “Omicron”: secondo il grafico pubblicato dal sito Our World in Data (con fonti CoVariants.org e GISAID), in Sudafrica ha soppiantato le altre varianti e il 98% dei contagiati ha contratto questa nuova versione. In Ghana, la percentuale è del 72% e man mano diminuisce risalendo verso il Mediterraneo e l’Europa. Tuttavia, i casi si stanno moltiplicando ad una velocità impressionante: in Norvegia, Omicron è già arrivata al 18 per cento, in Canada al 9,6 per cento, in Spagna all’8,1. Il Regno Unito, Paese cosmopolita da almeno un paio di secoli e meta di emigrazione dalle ex colonie, sta vivendo un boom di contagi, che presto ridurranno la percentuale Delta – oggi al 98% – a cifre con un solo decimale.

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La pillola di Pfeizer

Adesso si annuncia che la casa farmaceutica “Pfizer” ha già individuato le pillole anti-Covid, che saranno presto disponibili in Italia. “Probabilmente da gennaio” ha affermato Guido Rasi, ex direttore esecutivo Ema e consulente del commissario straordinario per l’emergenza Covid, Figliuolo. “L’Ema ha dato il via libera, il farmaco della Pfizer sembra molto utile rispetto al molnupiravir. Arriverà a giorni il via libera e la disponibilità ai primi di gennaio, probabilmente”

E’ una notizia rassicurante e senz’altro positiva, ma pone altre domande: mediamente ci vogliono 7 anni per testare e approvare un farmaco. Non siamo in una tale emergenza con camion pieni di feretri che possono giustificare una tale accelerazione: già fatto i test e l’EMA che, alla velocità della luce, approva. C’è indubbiamente un vorticoso giro di soldi e strategie a mantenere alta la tensione e a sostituire “l’affare vaccini” con un altro e, guarda caso, è di nuovo una casa farmaceutica e non uno delle migliaia di laboratori universitari e centri di ricerca a trovare la soluzione.

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Qualche riflessione obiettiva e per logica

La considerazione che possiamo trarre è che la rapida diffusione della variante “Omicron” testimonia una cosa certa: i vaccini ne contengono solo gli effetti e permettono ai soggetti senza patologie pregresse di non andare in terapia intensiva e forse morire.

Abbiamo scelto quelli americani – forse imposti politicamente – terrorizzando la gente sugli effetti collaterali di Astra-Zeneca e Sputnik, ma si continua ad essere in emergenza, con Regioni che presto passeranno al giallo e l’ipotesi che, dopo la terza dose, ci saranno le successive.

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A questo punto è lecito chiedersi, davanti a un sostanziale fallimento, perché le grandi case farmaceutiche non si sono applicate con lo stesso impegno nella ricerca di una terapia di cura, nel trovare “l’aspirina” o la “Tachipirina” del Covid-19 per coloro che si ammalavano. Nulla di ciò che stiamo vivendo, e che con ogni probabilità durerà ancora a lungo, sarebbe stato necessario. La risposta è scontata: questa epidemia per alcuni ha rappresentato l’affare del secolo e sono sicuro che, prima o poi, un giornalista investigativo ci racconterà il “dietro le quinte” di tutto il caso “Covid-19”, compresa la sua provenienza. Se resterà vivo.

Massimo Carpegna

Massimo Carpegna
Massimo Carpegnahttp://www.massimocarpegna.com
Docente di Formazione Corale, Composizione Corale e di Musica e Cinema presso il Conservatorio Vecchi Tonelli di Modena e Carpi. Scrittore, collabora con numerose testate con editoriali di cultura, società e politica.