Omofobia a Verona: 19enne picchiato a calci

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Mentre il sindaco Flavio Tosi proibisce di parlare liberamente di sessualità nelle scuole pubbliche, l’omofobia, a Verona, colpisce ancora. Questa volta ai danni di un giovane musicista, a Bussolengo.

Sabato notte. Aveva appena finito di suonare in un locale con la sua band, quando un gruppetto di giovani gli si avvicina. All’inizio è soltanto uno scontro verbale, ma quando Andrea ha reagito gli aggressori sono passati alla violenza fisica. Il motivo? Andrea è gay.
All’arrivo dell’ambulanza i 10 aggressori si erano già dileguati, lasciando il ragazzo a terra, privo di conoscenza. I fatti si sono svolti a Bussolengo, nel veronese, e sono stati denunciati in Facebook dai “Traccia 24” (questo il nome della band di cui Andrea è il batterista).
Forte la risposta da parte dei fan e degli amici dei Traccia 24, i quali si sono stretti attorno al 19enne attaccato sabato scorso e hanno condannato l’omofobia in tutte le sue forme.
“Andrea non si è fatto abbattere”, scrivono i membri della band, rivolgendosi al gruppo di assalitori. “Avete solo alimentato la sua volontà di combattere queste ingiustizie, ed ora è più determinato che mai”.
Le immagini raccolte da alcune telecamere di sorveglianza della zona sono ora al vaglio dei Carabinieri, ed è probabile che presto gli aggressori vengano arrestati.

Verona non è l’unica città in cui si manifestano attacchi contro persone LGBT. Ma è la città che, ad oggi, ha i riflettori puntati addosso, e non solo per l’omofobia: ciò a causa di una mozione, approvata dal consiglio comunale cittadino. Tale mozione prevede una serie di restrizioni per quanto concerne l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole. In particolare, il Coordinamento dei Servizi Educativi dovrà d’ora in poi raccogliere “segnalazioni dei genitori e degli insegnanti sui progetti di educazione all’affettività e alla sessualità, come pure sugli spettacoli e sul materiale didattico, che risultino in contrasto con i loro principi morali e religiosi”.
Un duro colpo non solo per la comunità LGBT, ma anche e soprattutto per gli articoli 33 e 34 della nostra Costituzione.

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