Palazzo Cefalà, un gioiello abbandonato

dimora storica lasciata all'incuria

A Palermo, in piena Kalsa, sorge una dimora storica lasciata all’incuria

A pochissimi metri dalla Galleria Regionale di Sicilia di Palermo sorge un’antica dimora storica. Sorge in pieno quartiere della Kalsa, in Via Alloro 99. il Palazzo Cefalà e conserva un passato affascinante e interessante. Nel XV secolo fu sede, seppur saltuaria, della Zecca.

Nel 1402 Martino il Giovane fu eletto sovrano e governò assieme alla moglie Bianca di Navarra il territorio. Dopo poco tempo il re si spense e la Regina Bianca assunse aspetti leggendari dopo il governo di Martino il Vecchio e le baldi imprese di Bernardo Cabrera.

Quando gli spagnoli tornarono, Palazzo Cefalà era possedimento degli Opezzinga (fautori del Cabrera) e dopo ben duecento anni passò nelle mani di un nuovo gestore- Nel 1643 divenne possedimento di Alessandro Filangeri nonché Principe di Cutò e Marchese di Lucca.

Il XVII secolo, per la città di Palermo, è segnato da numerose rivolte e carestie, nonostante ciò l’arte continuava ad essere presente. Fondamentali furono gli interventi magistrali di esponenti di gran spessore quali: Filippo Paladini, Pietro Novelli, Gaspare Vazzano e tutta la famiglia Serpotta. Questi riuscirono ad abbellire, con un gusto sublime, i palazzi dei loro mecenati tra cui Palazzo Cefalà.

Nel 1673 il Principe di Cutò fu costretto a vendere il palazzo a certa Francesca Minatoli al prezzo di 1217 onze. Poco dopo, nel 1693 si insediarono i Diana di Cefalà.

La famiglia Diana, proveniente da Piacenza, si trasferì in Sicilia nel XIV secolo e nel 1666 Guglielmo Diana fu nominato Barone di Cefalà. Nel 1684 il successore divenne Duca di Cefalà grazie alla concessione di Carlo II. Nel 1720 Michele Diana fu il governatore del Monte di Pietà di Palermo.

Oggigiorno il palazzo è completamente abbandonato all’incuria in attesa di urgenti e certosini restauri. Alcuni muratori, qualche tempo fa, hanno scrostato l’intonaco della facciata facendo risaltare alcune trifore medievali di gran gusto estetico.

Indipendentemente dal fatto che questa ‘scoperta’, degli esterni del Palazzo, abbia suscitato gran stupore tra i cittadini e turisti, rimane ancora abbandonato a se stesso.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell'Occidente e dell'Oriente - Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parlo correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell'arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano 'La Sicilia'. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Nello stesso periodo, oltre a continuare gli studi accademici, si occupa di giornalismo ricoprendo il ruolo di Caporedattore per la rivista online 'Sicilia del Gusto' e inizia sempre nello stesso periodo la carriera di speaker radiofonica. Proprio quest'ultima riscuote molto successo nel territorio palermitano, l'appuntamento domenicale (dalle 10.00 alle 11.00) viene apprezzato anche sul territorio nazionale ed internazionale in streaming. Successivamente collabora per riviste culturali siciliane, redige prefazioni di libri, si occupa di traduzione e interpretariato per enti privati e ultima gli studi accademici nel marzo 2017. Prosegue con successo la sua attività radiofonica collaborando per una Web Radio Romana, divenendo anche Responsabile dell'Ufficio Stampa, caporedattrice della Radio assumento un ruolo dirigenziale. Attualmente è candidata nella 'Categoria Speaker Femminili' al Web Radio Festival. Dal mese di settembre 2017 ha aperto un canale su Youtube di viaggi in cui racconta le bellezze artistico-culturali ed enogastronomiche italiane con un ampio focus sulla sua terra: la Sicilia.
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