Papa Francesco, Città del Vaticano

Come spesso capita, il Papa, durante le messe domenicali, quando un gran numero di fedeli si riuniscono attorno a lui, utilizza il suo potere per diffondere i suoi pensieri, messaggi, od ancora richieste o suppliche.

Stamani, durante la funzione del Dodici Maggio 2013, Papa Bergoglio, dopo aver proclamato Santi gli ottocentotredici Martiri di Otranto e due suore sud Americane (già annunciati in concistoro dal precedente Papa) si è appellato ai Cristiani con un concitato e profondo discorso. Le sue eloquenti parole, risuonanti all’interno della piazza dedicata a San Pietro, oggi gremita di persone, hanno, ancora una volta, toccato uno degli argomenti più controversi degli ultimi tempi, nonchè: l’aborto e la difesa degli embrioni. Le parole del Pontefice arrivano al termine di un’eucarestia dove Egli dichiara quanto importante sia che i Cattolici abbiano il ‘coraggio’ di dichiarare apertamente la loro fede in Dio, ed abbiano anche il ‘rispetto’ in Colui che giudica, ma anche nelle altre credenze.

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Dopo queste parole, anch’egli, in linea con tutti i suoi predecessori, si è dichiarato contrario all’aborto dicendo che ‘non è un problema religioso, ma scientifico perchè corrisponderebbe all’uccisione vera e propria del bambino dotato, sin dal suo concepimento, del codice genetico che avrà da adulto. Abbandonando, però, in contraddizione con gli altri vescovi di Roma, dichiara il problema scientifico e non più soltanto morale partendo dalla concezione di ‘Vita’ non soltanto in campo Spirituale, ma anche Genetico e materiale. Infatti, per codice genetico, come spiegato dal Papa si intende l’insieme dei geni, cromosomatici, acquisiti per metà dalla madre e per metà dal padre, che formano un Essere Vivente, dotandolo di tutte le caratteristiche ed aspetti che lo rendono tale, e per questo, unico al Mondo. “Bisogna garantire protezione giuridica all’embrione tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza”.  Ripete più volte il Papa Sud Americano, con tono sicuro e fermo.

Invita, successivamente, tutti i fedeli a stare sempre all’erta, per quanto riguarda questo delicato tema, così importante che si basa sul rispetto della vita altrui, sin dal suo concepimento. A questo proposito, ricorda a tutti coloro che la pensano come lui a firmare la petizione che si può trovare in molte parrocchie italiana, denominata è Uno di noi che si propone di attuare un’iniziativa per arrivare a proteggere giuridicamente l’embrione. Un momento particolare per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana, ha annunciato il Papa, sarà la Giornata dell’Evangelium Vitaeí, che avrà  luogo qui in Vaticano, nel contesto dell’Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo.

Anche oggi, Jorge Mario Bergoglio si è battuto con grande forza nella lotta contro l’aborto asserendo che, abortire equivale ad uccidere, in quanto, sin dai primi attimi dell’esistenza delle prime cellule che andranno a formare l’individuo, lì c’è vita.

Si ha, comunque, una svolta, in quanto, il Pontefice separa il tema dell’aborto da qualsiasi concezione
religiosa. Perchè, a suo avviso, si tratta di un problema scientifico.
Impedire lo sviluppo di un essere che ha già  in sè l’intero codice genetico di un individuo non è etico. Il diritto alla vita è il primo dei diritti umani.

Per concludere questa parte dell’articolo, il Papa sottolinea anche la gravità morale dell’aborto e di altre forme di attentati contro la vita umana, aveva affermato con forza il Papa tedesco nel 2011 parlando ai partecipanti all’assemblea plenaria della Pontificia Accademica per la vita, richiedendo ai medici una speciale fortezza per continuare ad affermare che l’aborto non risolve nulla, ma uccide il bambino, distrugge la donna e acceca la coscienza del padre, rovinando, spesso, la vita famigliare.

Fin qui, è stato semplicemente e senza pareri analizzato il pensiero religioso, sopratutto quello dei Pontefici, condiviso soprattutto dai credenti e dalle persone clericali. Ora, però, vorrei concludere il discorso con una breve riflessione morale, ma anche civile. Di certo, l’aborto è qualcosa di controverso, una questione ancora irrisolta, per alcuni aspetti sbagliato, per altri, forse anche giusto.

Ovviamente, è una specie di omicidio ancora legalizzato dalla legge italiana, praticato tutt’ora da molte donne, che, con un figlio in grembo, decidono di disfarsene. Ma non pensiate che per queste donne la decisione sia semplice da intraprendere, magari, ne soffriranno per l’intera vita. Magari, però, non hanno altra scelta.

Magari la concezione, è stata un errore, un momento dove la loro lucidità non era nel pieno, magari, anche, non a causa loro. Magari, la gravidanza è stata scaturita da uno stupro. Come imporre ad una donna di far crescere dentro di sè il frutto di una così profonda violenza?

Parlano molto di etica e morale, ma mai si soffermano ad osservere le cause e le concause che portano le persone ad agire. Per non parlare poi di bambini vittime di gravi malattie, che, nascendo, non faranno altro che vivere una vita piena di sofferenza, senza la minima libertà, valore più aulico dell’umanità, non facendo che rattristire i genitori.
Come parlare di aborto, se non lo si sperimenta. Non è affatto facile. Non è una scelta che capita tutti i giorni. Certamente, ognuno ha il suo parere, il suo rispettabile punto di vista, ma, la legge contro l’aborto è tanto disumana quanto l’aborto stesso. » una libertà della madre, è la sua libertà di scegliere di far crescere suo figlio nell’ambiente più sereno possibile. » la sua libertà di far nascere un bimbo sano e non apparso dalla violenza, è la sua libertà di far venire alla Luce un bambino in grado di cavarsela in questo Mondo crudele, fatto di lotte senza fine, menzogne, atrocità, male, bene, aria inquinata e mari infiniti.

Perchè nel mare si può galleggiare, ma soltanto se si è in grado di nuotare, se no, si annega. Non è il mare che dedice, non è l’estraneo, o per meglio dire, la comunità, non è il Papa che ci può imporre questa cosa. Siamo noi, a dover decidere della vita che faremo nascere. Per quanto, quindi, sia errato, per quanto spezzare una vita che non è in grado di difendersi sia sbagliato, lasciamo giudicare se è stata la decisione migliore o meno a Dio. Solo lui può punirci. E se, chi abortisce meriterà l’Inferno, od il Purgatorio, che sia lui a dirlo.

A noi spetta soltanto vivere, non contraddicendo le Libertà altrui.

Ora, mentre tu stai leggendo qui, magari, una donna sta versando lacrime amare, perchè costretta, da cause a lei
impossibili da combattere ad abortire.

Siate veramente misericordiosi come dite. Non parlate soltanto per dar aria alla bocca.
Non credete che la decisione sia facile.

A mio parere, la legge che proclama l’aborto legale, non va tolta.
Il vostro parere, è la vostra Libertà.

1 commento

  1. Grande Papa Francesco!! Non aggiungo nulla perché sono d’accordo con quello che dice il Santo Padre.

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