Salute
Pasta e spaghetti con glifosato, perché sono da evitare?

Il Salvagente ha stilato una nuova lista di marche che producono pasta con grano che contiene glifosato oppure non è al 100% italiano. Le società segnalate dal Salvagente, sono state avvisate dallo stesso giornale delle analisi e dei dati riscontrati sul famoso erbicida pubblicati, ha riportato anche le varie risposte di replica.
Il Glifosato è un erbicida usato per controllare piante ed erbe infestanti in agricoltura. In Italia è consentito il suo uso ma a quantità limitatissime, anche gli altri paesi stabiliscono delle regole sui diserbanti ed erbicidi, il problema è che molte paste vendute sugli scaffali dei mercati italiani contengono farine provenienti da altri paesi, il controllo quindi diventa più difficile.
Quali sono le sette paste accusate da Salvagente?
Il Salvagente, ha trovato tracce di questo erbicida accusato di essere cancerogeno in sette prodotti, non si salvano più le farine italiane e le marche in precedenza messe nella lista delle scelte migliori. Rummo, Eurospin Tre mulini, Agnesi, Esselunga, Garofalo, Divella Lidl Combino.

Mentre sei marche di pasta sono state bocciate perché contenevano grani provenienti da paesi extraeuropei. Sono Divella, Esselunga, Eurospin, Garofalo, Lidl e Rummo.
Potrebbe essere tornato di nuovo il grano canadese ma non è certo, Salvagente lo spiega con un’affermazione che non è delle migliori. “Per alcuni campioni di pasta il sospetto è forte ma non abbiamo la certezza perché la normativa sull’etichettatura consente alle aziende di poter genericamente indicare la provenienza ‘UE’ e/o ‘non Ue‘.”
La replica delle società sui brand citati
Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, le società di produzione della pasta, hanno potuto replicare sui risultati delle analisi condotte da Il Salvagente.
Iniziamo dalla Rummo, ha chiarito quanto scritto. Il valore di glifosato riscontrato sul nostro prodotto è conforme ai regolamenti e ampiamente al di sotto del limite di legge (10 mg/Kg): il valore di 0,023 mg/Kg riscontrato dall’analisi degli spaghetti Rummo è 434 volte inferiore al massimo consentito. L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ha fissato la dose quotidiana massima di glifosato non dannosa per la salute, la quantità è 0,5 mg per ogni kg corporeo. La Rummo spiega che “considerando una porzione di pasta da 100 g, il valore di glifosato riscontrato risulta inferiore di 13.040 volte rispetto alla dose massima Efsa“.
Anche la Divella ha risposto a Il Salvagente. “Abbiamo ripetuto le analisi sul lotto da voi analizzato e anche su un campione di semola utilizzata per pastificazione: i valori di glifosato sono al di sotto del limite di rilevabilità. Dopotutto anche il rapporto di analisi da voi inviatoci riporta tra i risultati valori infinitesimali rispetto ai limiti di legge: per il glifosato 263 volte inferiore mentre per il piperonil butoxide al netto dell’errore strumentale sarebbe al di sotto del limite di quantificazione”. Infine, precisa l’azienda “prima di essere utilizzato ciascun lotto viene controllato da laboratori interni ed esterni, accreditati, che ne attestano la conformità ai limiti di legge e quindi giudicati regolamentari.”
Sono arrivate risposte anche da Garofalo e Esselunga. La prima ha chiarito che non usa grano canadese ma delle zone desertiche dell’Arizona, dove c’è assenza di glifosato in tutte le fasi della coltivazione. Sulla quantità di glifosato riscontrato da Il Salvagente, Garofalo ha chiarito che si tratta di valori 150 volte inferiori al limite di legge. Inoltre ha spiegato che l’elevato utilizzo del glifosato nel mondo e anche in Italia, espone al rischio di contaminazione accidentale, anche per quelle produzioni agricole che non ne fanno uso. Si tratta pur sempre di tracce il cui valore si attesta in prossimità del limite di rilevabilità.
Perché il glifosato non deve essere presente sul prodotto finito?
I primi veri studi sugli effetti del glifosato sulla salute dei consumatori sono iniziati tra il 2016 e il 2018, anni in cui si è cominciato a parlare di grano canadese in Italia. Non è una novità la presenza di farine e prodotti agricoli provenienti da questo paese (in parte lo abbiamo raccontato parlando della manitoba), il problema sono le legislazioni diverse su prodotti chimici agricoli.
Sul glifosato sono stati condotti diversi studi, una delle ultime ricerche è dell’Università di Turku in Finlandia che ha dimostrato il collegamento a questo erbicida alla presenza di specie batteriche intestinali, ai possibili danni sul microbiota umano. Inoltre sono state approfondite le influenze sul sistema endocrino e sulla salute dei bambini a causa della presenza di una micotossina Deossinivalenolo nota come Don.
Se volete rimanere aggiornati sull’argomento, vi consigliamo di leggere questa nostra lista scritta in passato sui grandi marchi di pasta che usano grano italiano o no.









