Patrick Zaki: Un anno in carcere, “Liberatelo” è il grido di Bologna

Bologna e l'Italia intera grida "Liberatelo", manifestazioni e proteste per l'attivista dei diritti umani

Oggi è un anno esatto da quando Patrick Zaki è stato arrestato appena atterrato all’aeroporto del Cairo mentre stava per andare a trovare i genitori nel suo paese di origine, a Mansura. Lo studente iscritto al Master europeo di Bologna viene reclamato dall’Italia intera “ora basta liberatelo“. Molte proteste e manifestazioni contro la condanna dell’attivista dei diritti umani, un corteo di cinquemila persone ha sfilato nei giorni scorsi in piazza maggiore a Bologna. Tanti appelli in Parlamento e dell’associazione Amnesty International.

Detenuto in carcere a Tora

Il 7 febbraio 2020 è stato arrestato e accusato ingiustamente. Interrogato per ore, e secondo le denunce di attivisti e legali è stato anche torturato. Il giorno successivo Patrick è in stato di arresto a Mansura per un mandato di cattura emesso nel 2019, 15 giorni di custodia cautelare. Le accuse vanno dalla minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazioni illegali, diffusione notizie false, propaganda per il terrorismo, tutte accuse infondate e non vere.

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Soltanto dieci post su facebook ma che finora non c’è alcuna verità. Dopo 15 giorni di custodia cautelare gli viene rinnovata ancora la detenzione e finisce al carcere di Tora, vicino al Cairo, dove si trova tuttora. Le udienze si susseguono ma nulla di fatto, la Farnesina esprime “profonda delusione” il ragazzo in carcere riferisce “sto male, sono esausto fisicamente e depresso“.

Riccardo Nouri, portavoce di Amnesty International Italia ha dichiarato “Occorre impedire che Patrick trascorra un altro anno così, c’è stata una delle mobilitazioni dal basso più imponenti per un caso di violazione dei diritti umani, adesso è l’attività diplomatica che deve rafforzarsi e rendersi più pressante“.

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Accuse infondate, la sua prof “Ti aspettiamo”

La sorella di Zaki ha detto “oggi è un anno che mio fratello si trova in un carcere egiziano, per accuse infondate. Si occupa solo di diritti umani ed è interessato alle questioni delle minoranze nel suo Paese. Non sappiamo quando finirà questo incubo“. Rita Monticelli, coordinatrice del Master Gemma in Studi di genere dove studia Patrick ha affermato “È un ragazzo brillante, una grande persona, molte volte ci parlava dell’Egitto, ha una visione del suo paese di grande affetto, con una passione per la musica popolare egiziana“, e ha aggiunto “Ti pensiamo tutti i giorni, per me non sei solo uno studente ma un amico e un fratello. Il tuo posto è qui, quando tornerai riprenderai gli studi, la libertà e la giustizia che chiediamo per te sono i valori che ci hai trasmesso. Ti vogliamo bene“.

Ambra Leanza
Ambra Leanza
Articolista freelance, appassionata di viaggi, lettura e scrittura

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