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Perché i cani morsi da un serpente hanno più probabilità di morire rispetto ai gatti?

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È risaputo che i cani hanno minori probabilità di sopravvivere rispetto ad un gatto nell’ipotesi in cui dovessero essere morsi entrambi da un serpente. Ciononostante non è ancora chiaro il motivo. Gli scienziati dell’Università del Queensland si sono messi a lavoro per dare una risposta scientifica al quesito. 

Lo studio è stato condotto sulla base di dati raccolti in Australia, località popolata da molteplici specie di serpenti velenosi, primo tra tutti il bruno orientale. Quest’ultimo è il responsabile di circa il 76% dei morsi domestici segnalati all’anno. Gli esperti sottolineano che circa il 31% dei cani e il 66% dei gatti sopravvivono ad un morso di un serpente velenoso. Perché esiste questo divario così profondo?

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Photocredit: Pixabay

La risposta degli esperti

In generale gli animali domestici se vengono feriti in modo serio dal morso di un serpente rischiano sicuramente di morire a causa della coagulopatia. Sostanzialmente il sangue dell’animale, a causa del veleno iniettato dal serpente, perde la propria capacità di coagulazione

Gli scienziati hanno effettuato un test prendendo 10 veleni diversi di 10 specie di serpenti. I risultati sono stati piuttosto chiari, tutti i veleni hanno agito molto più rapidamente sul plasma dei cani. Il motivo è che il sangue canino normalmente coagula più rapidamente rispetto a quello degli umani o dei gatti. Ergo scontano una maggiore vulnerabilità alla perdita della capacità di coagulazione. Detta in altri termini, una volta che il serpente (velenoso) morde un cane, le sue condizioni precipitano più velocemente rispetto agli altri animali. 

Un altro aspetto fondamentale è quello “comportamentale”. I cani infatti utilizzano il naso e la bocca per indagare quando sono sulle tracce di qualcosa. Il gatto invece utilizza le zampe. È ovvio che un morso subito sul naso o sulla bocca è molto più grave rispetto a quello subito sulle zampe del felino. Uno dei co-autori dello studio Bryan Fry, ha precisato che i cani sono molto più attivi rispetto ai gatti, e questo è un altro punto a sfavore per i cani. Il movimento dell’animale infatti favorisce la perdita di sangue, i gatti invece, essendo “meno attivi” riescono a limitare le perdite. Tutte queste circostanze purtroppo fanno si che in alcune ipotesi i cani muoiono velocemente, nel giro di 10 minuti, il che rende davvero impossibile salvarli. Nemmeno con l’antidoto a portata di mano. 

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