Economia

Prezzi al consumo Istat, ecco i beni che scendono e salgono di prezzo a fine novembre

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L’Istat ha pubblicato il nuovo report provvisorio sui prezzi al consumo, importanti per comprendere come il costo di molti beni primari, come quelli energetici e alimentari, salgono o scendono condizionati da diversi fattori finanziari, economici e congiunturali.

L’istituto di statistica spiega che le stime preliminari del mese di novembre registrano una diminuzione dell’0,1% su base mensile, mentre dello 0,2% su base annua. L’inflazione rimane negativa per il settimo mese consecutivo, il potete di acquisto è meno forte sui beni energetici. L’Istat spiega che “si confermano in flessione sia nella componente regolamentata sia in quella non regolamentata”.

Cosa si intende per beni energetici regolamentati e generici

Sono considerati beni energetici tutti i tipi di gas, i carburanti e l’energia elettrica. I beni energetici regolamentati includono le tariffe per l’energia elettrica, il gas per usi domestici, il gas da riscaldamento. Gli altri energetici includono i carburanti per gli autoveicoli e il gas in bombole (Fonte Osservaprezzi del Ministero dello sviluppo economico).

Confronto indice prezzi al consumo energia e alimentari tra ottobre e novembre

È l’indice dei prezzi dei beni energetici ad incidere sull’inflazione di novembre, nel mese precedente l’Istat segnala -8,7% di indice rispetto al -8,6% di ottobre.

Una situazione completamente diversa su altri beni fondamentali, gli alimentari lavorati, i servizi ricreativi, quelli culturali e per la cura della persona.

Quelle poche libertà rimaste dalla Pandemia, e non toccate dai lockdown totale, hanno dato modo alla gente di potersi divertire, uscire di casa, investire su divertimenti e cultura.

Sui beni alimentari lavorati si ha una crescita dello 0,7%, sulla cura della persona il trend oscilla dallo 0,1% allo 0,5% positivi.

Inflazione di fondo, l’analisi generale degli esperti

L’Istat non si ferma però ad un’analisi temporale fredda, l’inverno porta le famiglie a dover scegliere nuovi contratti energetici, ad attivare nuove forniture gas, a richiedere sconti, vantaggi e anche benefit statali.

L’inflazione di fondo” scrive l’Istituto “al netto degli energetici e degli alimentari freschi e quella al netto dei beni energetici accelerano entrambe, rispettivamente da +0,2% a +0,5% e da +0,5% a +0,6%.”

Sono diminuiti nel tempo i prezzi dei servizi relativi a trasporti, cultura e servizi della persona, aumentati gli alimentari lavorati e non lavorati, con un allarme di Coldiretti che ha già inquadrato le conseguenze del recente nubifragio in Sardegna e di altre zone colpite da maltempo o terremoti.

Essendo quelli di oggi dati provvisori, l’Istat spiega che c’è un indice congiunturale negativo dello 0,2%, un indice generale positivo dello 0,5% riferito alla componente di fondo.

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