Le comunità di batteri, funghi e virus che vivono nel nostro intestino, costituiscono il microbioma intestinale, e hanno molteplici effetti sulla salute. Ad esempio, possono proteggere l’intestino da agenti patogeni, e persino contribuire all’attività cerebrale.
Un gruppo di scienziati guidato dalla Northwestern University di Evanston, IL, hanno intrapreso studi sui possibili legami tra il microbioma intestinale delle popolazioni minoritizzate e il peggioramento della salute.
In un parere contenuto in Proceedings of the National Academy of Sciences, sostengono che il microbioma intestinale può rispondere e addirittura contribuire a perpetuare le iniquità strutturali causate dal razzismo e da altre forme di discriminazione.
Alti livelli di stress e scarsa qualità del sonno, causati ad esempio dalla discriminazione, possono modificare il microbioma intestinale e danneggiare la salute.
Inoltre, i ricercatori sanno già che i fattori ambientali legati a uno status socioeconomico inferiore influenzano negativamente la composizione e la diversità del microbioma intestinale.
Questi fattori includono:
- parti cesarei
- meno allattamento dei neonati
- una dieta meno sana
- uso eccessivo di antibiotici
- scarso accesso agli spazi verdi
“Poiché gli ambienti che guidano la composizione del microbioma intestinale sono modificabili, il microbioma intestinale rappresenta uno strumento importante per mitigare l’impatto delle iniquità strutturali e le loro conseguenze per la salute”, scrivono gli autori.
Gli scienziati notano anche che razza, identità sessuale e stato di genere sono predittori significativi di molti risultati sulla salute
Ad esempio, gli adulti neri non ispanici hanno 1,6 volte più probabilità di ricevere una diagnosi di diabete rispetto agli adulti bianchi non ispanici.
“La ricerca si è basata sull’analisi del microbioma nella maggior parte delle malattie croniche e sappiamo che ci sono disparità in molte malattie croniche in cui si osserva una maggiore morbilità nelle popolazioni minoritizzate”, affermano i ricercatori.
Inoltre sono citate prove che anche in base allo status socioeconomico si hanno diverse associazioni con caratteristiche distinte del microbioma intestinale sia negli adulti che nei bambini.
Ad esempio, un piccolo studio su 44 persone a Chicago, IL, ha scoperto che lo status socioeconomico rappresentava fino al 22% della variazione da persona a persona nella diversità della composizione del microbioma intestinale adulto.
Uno studio più ampio, ha invece confrontato coppie di gemelli monozigoti con uno status socioeconomico divergente per tenere conto delle influenze genetiche e familiari, ha anche rilevato che le persone con uno status socioeconomico inferiore avevano un microbiota intestinale meno diversificato.











