Cronaca
Protesta degli 800 detenuti nel carcere della Dozza

Bologna – sommosse nel carcere bolognese della Dozza, dopo la rivolta avvenuta a Modena qualche giorno fa. Verso ora di pranzo, infatti, i detenuti si sarebbero impossessati del reparto giudiziario fino a giungere al cortile.
Si tratta di più di 800 persone recluse, e per arginare la sommossa si è schierata la polizia, coadiuvata dai vigili del fuoco e dagli operatori del 118 per soccorrere tempestivamente i feriti. Sia agenti che detenuti sono stati feriti. Tre detenuti sono stati trasferiti al Sant’Orsola in codice 1, due agenti all’Ospedale Maggiore in codice 2.
Cosa è successo nel carcere della Dozza
Le rivolte sono iniziate in mattinata, dove i detenuti avevano bruciato i materassi in segno di protesta per le restrizioni imposte dal governo per far fronte all’emergenza coronavirus e contenere i contagi. Francesso Campobasso, segretario nazionale, ha riferito ai media che «i detenuti hanno incendiato i materassi e sembra che stiano sfasciando tutto ciò che trovano all’interno delle sezioni detentive. È stato lanciato l’allarme e sono stati chiesti i rinforzi anche al personale in servizio al provveditorato regionale».
Giovanbattista Durante, segretario aggiunto del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) ha invece affermato : «Siamo preoccupati per quello che accade in tutta Italia, il carcere di Modena è stato devastato, andrà chiuso e ristrutturato. Temiamo possa estendersi in tutta italia, chiediamo basta vigilanza dinamica ma chiusura dei detenuti, altrimenti consegniamo loro il carcere. Al di là dei rischi di contagio, è stato inopportuno chiedere provvedimenti di clemenza, indulto e amnistia, in questo momento di emergenza. Riteniamo che protesta serva a ottenere benefici».









