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Quando i gatti cacciano troppa fauna selvatica, dal problema alla soluzione

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Intorno ai gatti domestici si affrontano argomenti belli ma anche critici, il secondo migliore amico dell’uomo fu scelto migliaia di anni fa per motivi religiosi ma anche perché cacciava piccoli animali come topi, altri roditori e uccelli. Tolto il motivo della caccia il gatto domestico è rimasto nelle nostre case per far compagnia attraverso le sue fusa e i suoi giochi che divertono sempre tutti, grandi e piccini. Nonostante l’alimentazione fornita dai proprietari sia molto ricca di tutto, l’istinto della caccia nel gatto rimane elevata e questo rappresenta un danno per la fauna selvatica.

Nella lista delle specie più invasive e pericolose per l’ecosistema

I gatti domestici così rientrano nella lista delle specie invasive sia in Italia che all’estero. A livello mondiale è nell’elenco delle cento specie molto dannose. Il fatto è che il gatto esce dalle case per vivere soprattutto in giardino e nelle strade, abitudine che si potrebbe cambiare con l’impegno dei proprietari.

C’è però in corso un altro grande cambiamento sociale nei confronti del gatto e di altri animali. Infatti, proprio come il cane si tende a portarlo nei viaggi, al guinzaglio in altre zone della città e, se un animale è considerato specie invasiva potrebbe creare in futuro anche delle questioni sul tema viaggi e turismo.

È un argomento ancora poco discusso, soprattutto in Italia, perché da noi il gatto rimane ancora in casa, ci sono delle questioni legali aperte sul gatto al guinzaglio, e c’è la tendenza a farlo rimanere più indipendente e selvaggio possibile ma una ricerca inglese potrebbe farvi cambiare idee e abitudini.

Alimentazione gatti domestici: più proteine animale e più carne

I gatti domestici tendono a cacciare di meno se la loro dieta si arricchisce di proteine di origine animale, quindi di carne. Questo riduce gli impatti negativi sulla fauna selvatica causata dai nostri felini.

Lo studio è stato fatto in Inghilterra, in 12 settimane sono state scelte 219 famiglie e 355 gatti. Sono stati nutriti con una dieta priva di cereali e si sono arricchite le proteine che derivano dalla carne.

I gatti hanno portato a casa meno animali da preda, una riduzione del 36% rispetto alla dieta che facevano prima con l’alimentazione standard che prevede anche le verdure o proteine di origine vegetale.

La carne vera rispetto ad alimenti ricchi di carboidrati vegetali nutrienti come la soia integra quei micronutrienti che portano il gatto ad avere fame e cercare cibo ma non è sufficiente.

Più gioco e attività insieme al vostro felino

Per il gatto la caccia ha anche una funzione sociale, ludica e mentale ma la presenza di troppi felini domestici produce degli effetti ecologici e anche sociali importanti.

I gatti domestici negli Stati Uniti uccidono ogni anno anche 1,3 miliardi di uccelli, 6,3 miliardi di piccoli mammiferi. In Nuova Zelanda ci sono prove che i gatti hanno contribuito a ridurre alcune specie autoctone. Uccidere altri animali può provocare il fastidio di altre persone, pensate in campagna ai gatti che tentano di uccidere galline o conigli di altri contadini oppure come succede nel famoso cartone di Silvestro, prendono di mira animali dei vicini di casa.

Come risolvere questo problema? Le ricerche hanno dimostrato che giocare anche dieci minuti al giorno con i gatti attraverso giocattoli che stimolano la caccia diminuisce la loro attività predatoria fuori casa fino al 25%. Il gatto si sentirà integrato e gratificato, si stancherà di più tendendo a diminuire le energie per andare in strada e soprattutto cacciare, attività che fanno anche per scacciare la noia.

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