Cronaca
Raffadali, uccide il figlio con 15 colpi di pistola

Un uomo ha ucciso il figlio 24enne con 15 colpi di pistola. E’ successo a Raffadali, dove un assistente capo 57enne, Gaetano Rampello, ha freddato così il figlio Vincenzo Gabriele.
Il movente pare sia scaturito da litigi per futili motivi tra padre e figlio.
Il giovane, affetto da qualche problema psichico, ieri mattina aveva chiesto dei soldi al padre, e quest’ultimo si era rifiutato di darglieli.
A quel punto, il ragazzo avrebbe strattonato il padre, mentre i due si trovavano a una fermata del bus. Il padre stava per andare via, ma è poi tornato indietro e ha esploso i colpi contro il giovane.
Rampello, assistito dal suo difensore, l’avvocato Daniela Posante, ha ora confessato tutto ai carabinieri.
“Conoscevamo tutti Vincenzo Gabriele Rampello, aveva una vita sociale un po’ turbolenta, ma veniva accettata da tutti il paese. Il ragazzo aveva avuto un’infanzia difficile per via della separazione dei genitori. Il papà, per lavoro, viveva a Catania. La mamma, invece, a Sciacca” – racconta il sindaco di Raffadali, Silvio Cuffaro.
Poi parla del passato burrascoso del povero giovane: “Vincenzo Gabriele, dopo la separazione dei suoi genitori, era rimasto a vivere da solo a Raffadali, ma c’era uno zio che si prendeva cura di lui. Era introverso e molto diffidente. Non lavorava e veniva mantenuto dal papà che mensilmente tornava per stare un po’ con lui e per dargli il necessario sostentamento economico”.
A Raffadali sarà lutto cittadino: “Si tratta di una giovane vita, vittima di se stesso e delle incomprensioni in cui ha vissuto” ha concluso il sindaco.









