Cronaca
Reddito di cittadinanza e furbetti. Ad Agrigento anche i mafiosi lo percepiscono

Maxi truffa da 300 mila euro il danno per le casse pubbliche accertato ad Agrigento poche ore fa. Dei 69 indagati finiti nel mirino della guardia di finanza, 11 sono legati ad associazioni mafiose. Gli indagati avrebbero fatto richiesta per usufruire del reddito di cittadinanza, pur non avendo i requisiti giusti per risultare idonei.
L’Inps, dopo aver ricevuto le dovute segnalazioni legate al caso, ha disposto la revoca del contributo. Tra gli indagati spicca il nome di Carmelo Cacciatore, detto “Ciruzza” già conosciuto dalle forze dell’ordine perché condannato ad 8 anni per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Maginot” del 2011.
Caso analogo si è verificato due settimane fa nel foggiano, dove a percepire il reddito di cittadinanza furono detenuti e parenti di detenuti, molti dei quali accusati di reati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Sono in corso ulteriori indagini per identificare illegittimi fruitori del sussidio. Il rischio che corre chi percepisce illecitamente il reddito è la reclusione da due a sei anni, mentre per chi omette dichiarazioni è da uno a tre anni.









