La rivincita di Zeman sul calcio italiano: tre nazionali li ha lanciati lui

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Sì è vero, si potrà obiettare che Znedek Zeman in Italia non ha vinto niente. E nel calcio contemporaneo, fatto di business e sempre meno cuore, ciò ha un peso notevole nella carriera di un allenatore. Ma al boemo una cosa non si può negare: quella di aver lanciato tanti giovani talenti.

Tra questi, tre faranno parte della prossima spedizione azzurra ai mondiali, due dei quali probabilmente titolari. Parliamo di Insigne, Verratti e Immobile, che l’allenatore lanciò in Serie B nelle fila del Pescara. E li chiama affettuosamente: “Lò, Marcolino e Ciruzzo a papà”.

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zI tre, nelle varie interviste, a chi glielo ricorda, parlano bene di Zeman e della sua “cultura del lavoro”. Quella che ti fa faticare, ma poi ti fa volare. Non a caso, nonostante la giovane età, si stanno prendendo già belle soddisfazioni. Insigne non è sempre titolare nel Napoli, ma si è ritagliato un ruolo da protagonista nella sua città natale. Inoltre, dei tre, era quello che partiva sfavorito rispetto a Giuseppe Rossi e Mattia Destro. Questi due guarderanno il Mondiale in tv, mentre lui, con una dedizione quotidiana al lavoro (proprio quella insegnatagli da Zeman), li ha scavalcati nelle preferenze di Prandelli.

Verratti invece è ormai da due anni titolare nel Paris st. Germain, squadra imbottita di campioni super pagati. Immobile, infine, dopo un campionato poco esaltante col Genoa, in quello appena finito è risultato addirittura capocannoniere della Serie A e andrà nel Borussia Dortmund per far dimenticare il bomber Lewandoskyi.

Ma Zeman, intervistato dalla Gazzetta, ci tiene a citare anche i calciatori da lui lanciati in passato, finiti poi titolari in Nazionale. “Sono il fiore all’occhiello di oggi, perché ci sono anche tanti fiori di ieri… Mi inorgoglì la chiamata dal Foggia di Signori e Baiano. E non mi dimentico Totti, Di Biagio, Tommasi, Negro, Favalli, Nesta, Fuser… Questi ultimi tre sono i fratelli piccoli di una bella nidiata“.

Insomma, Zeman tiferà Italia. E a questo giro, ne ha ben donde.