Cronaca
Roma, il fratello di Martina Scialdone testimone oculare della sua morte

La testimonianza del fratello di Martina Scialdone è stata decisiva per il gip di Roma, che ha deciso di trattenere in carcere Costantino Bonaiuti, l’ex fidanzato della donna uccisa davanti ad un ristorante lo scorso sabato 14 gennaio.
L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai motivi futili e abietti rappresentati dalla gelosia e dall’aver agito contro una persona a lui legata da relazione affettiva.
Il fratello di Martina ha raccontato alle Autorità che è stato testimone oculare della morte della sorella, avvocatessa romana di 35 anni. La donna lo aveva chiamato; lui l’ha sentita agitata. Non voleva che andasse da lei, ma il ristorante scelto per incontrare il suo ex era vicino a casa e il fratello di Martina ha preferito controllare cosa stesse accadendo.
Una volta raggiunta la sorella, si accorge che i due ex compagni stavano litigando; lei voleva riprendersi le chiavi di casa. Ad un certo punto Bonaiuti esce dalla sua Mercedes trattenendo la donna per un braccio. Il fratello si trova a circa un metro di distanza. In quel momento Bonaiuti estrae l’arma e spara a Martina. Poi rientra in macchina e scappa.
Lorenzo prova a salvare la sorella, che perde molto sangue. La accompagna davanti al ristorante per chiedere aiuto. Purtroppo, come dalle cronache, non ci sarà nulla da fare per lei, che muore poco dopo vittima delle gravi ferite provocate dallo sparo ravvicinato.
Per il Giudice è palese che “l’unico obiettivo perseguito da Bonaiuti fosse uccidere la Scialdone”. Pertanto, “il panorama indiziario è consistente e solido e risulta inconfutabile nel prosieguo dell’attività investigativa”.









