Cronaca
Roma: nel carcere di Rebibbia droga e cellulari arrivavano persino con i droni

La camorra napoletana si era ben organizzata per far pervenire ai suoi affiliati dietro le sbarre di Rebibbia cellulari e droga.
Infatti, i “detenuti amici” e quelli che pagavano potevano facilmente ricevere “a domicilio” telefonini e droga. Attraverso i cellulari potevano comunicare con l’esterno e organizzare reati, proprio come se si trovassero a piede libero.
Per quanto riguarda i cellulari, si tratta di telefoni usa e getta, pertanto, difficili da intercettare.
Il fatto di fornire i carcerati con la droga, invece, serviva ai mafiosi fuori per far sentire la loro presenza e ribadire il loro potere.
Per scoprire questa organizzata modalità di consegna sono servite le indagini svolte dalle forze dell’ordine (Polizia di Stato, Nic della polizia penitenziaria e Ros dei Carabinieri) che hanno consentito alla Procura di Napoli di rendere esecutive ben 31 misure cautelari.
Ma questo fenomeno non riguarda solo Rebibbia, infatti, è emerso che la camorra è riuscita a penetrare in questo modo in 19 carceri. Ad effettuare le consegne, in prevalenza droni. Le forze dell’ordine sono risalite anche a un vero e proprio tariffario: 250 euro per un cellulare e 7mila euro per mezzo chilo di droga.
Durante una di queste consegne il drone trasportava addirittura 15 cellulari, 30 schede sim, un telecomando, 21 caricabatterie, un cacciavite, due casse acustiche e sei panetti di hashish. Le condizioni metereologiche avverse però non hanno consentito il buon fine dell’operazione e nel frattempo il drone era stato individuato e sequestrato.









