“Papà non litigare“, così scriveva il figlioletto al papà pochi giorni prima che, durante l’ennesimo e purtroppo ultimo litigio, il padre accoltellasse la sua mamma.
Una lettera “da brividi“, così la definisce l’avvocato Ernesto De Toni. Nella lettera il bambino, di 8 anni, invita il papà a pensare al lavoro, a non essere sempre nervoso o violento con la mamma. Una lettera, dicono gli psicologi, che mostra una grande maturità da parte di un bimbo così piccolo ma anche una grande sofferenza. Rappresenta anche una prova importante per gli inquirenti, perché dimostra che la violenza tra quelle mura fosse abituale e reiterata. Un incubo per la povera Aurelia che non c’è più e per quei poveri bambini, oggi rimasti senza la mamma.
Il piccolo ieri è stato sentito in Questura a Pordenone in forma protetta, con l’ausilio di una psicologa. Contrariamente a quanto ha assicurato il padre, quando l’altra sera si è svegliato ed è andato in corridoio, il bambino potrebbe aver visto o percepito qualcosa. Potrebbero emergere indicazioni importanti ai fini dell’indagine, e adesso sotto la guida del sostituto procuratore Federico Facchin si procederà con un incidente probatorio per definire la testimonianza ed evitare al bimbo eventuali successive audizioni nel corso del processo.










