Scandalo alla Sapienza, test d’ingresso inspiegabilmente annullato

Numerosi disagi per i futuri studenti delle magistrali di Psicologia

Crediti: maxa.it

La Sapienza di Roma è una delle più rinomate Università italiane, ma questo non fa sì che problemi di tipo amministrativo e di organizzazione non si presentino.

La vicenda

Tutto è inziato il 4 settembre, quando circa 750 studenti si sono riuniti nel noto Ateneo per svolgere il test d’ingresso per l’accesso alle magistrali di Psicologia, effettuato regolarmente.

La notte tra il 12 e il 13 settembre sono uscite le graduatorie ufficiali, e la mattina del 13 si sono potuti vedere i risultati dei compiti online, per permettere di far un confronto e capire quali fossero stati gli errori.

Da qui sono state rilevate le prime incongruenze da parte degli studenti stessi. Si sono trovati punteggi incredibilmente bassi e, controllando, hanno constatato che il loro compito non corrispondeva a quello che potevano visionare sul sito.

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La sera stessa, dopo che molti studenti erano riusciti a verificare, le graduatorie ufficiali sono state rimosse dal sito.

I primi dubbi

Lo stesso pomeriggio i rappresentanti degli studenti sono andati personalmente in presidenza per segnalare la cosa.

È stato detto loro di stare tranquilli perché avrebbero provveduto a correggere eventuali irregolarità e il 15 settembre sarebbe stata organizzata un’assemblea durante la quale il vicepreside di facoltà avrebbe spiegato cos’era successo e avrebbe assicurato la pubblicazione delle graduatorie corrette.

Gli studenti hanno chiesto di mandare delle mail ufficiali per fare chiarezza, ma questa richiesta è stata negata.

Secondo l’Università, l’errore sarebbe stato dovuto al fatto che 40 domande su 90 erano già state usate negli anni passati, cosa che, però, sembrerebbe essere di prassi, dato che è stata riscontrata anche in test precedenti.

Il giorno dell’assemblea è stato annunciato ai ragazzi che il test sarebbe stato invalidato e sarebbe stato da rifare in data 5 ottobre.

Le proteste

Gli studenti si sono trovati in una situazione di grosso disagio: molti erano fuorisede, c’era chi stava aspettando le graduatorie di altre Università, chi rischiava di perdere borsa di studio ed alloggio.

Rifare il test a ottobre, inoltre, poteva significare la perdita di un anno accademico in molti casi.

Non si sono dati per vinto, e il 18 settembre hanno partecipato ad altre assemblee per cercare di arrivare a una soluzione; la prima tra studenti, la seconda con il sindacato e un avvocato, i quali hanno espresso la volontà di fare ricorso.

Il 19 settembre il Senato Accademico ha cercato di trovare un compromesso, ascoltando le proposte arrivate dagli studenti.

Tra le varie idee, quella di aumentare i posti del 10-20% circa, in modo da far entrare tutti (lo scarto tra i posti e il numero di candidati era di un centinaio circa).

Nonostante questo, la decisione del Senato è stata quella di far ripetere ugualmente il test ad ottobre.

In seguito a questo fatto, è partito un ricorso al TARTribunale Amministrativo Regionale – che ha immediatamente sospeso il test.

La soluzione finale

Il rettore della Sapienza, alla luce dei fatti, ha deciso di aprire le iscrizioni stilando su una nuova graduatoria, basata, stavolta, sulla media degli esami delle materie inerenti al percorso di laurea per cui lo studente si era candidato.

Questo fattore, in realtà, veniva già applicato, ma contava il 50% del risultato finale.

È stato garantito che tutti verranno ammessi, perché saranno fatti tre subentri. Chi non è entrato in nessuna graduatoria, verrà inserito nel corso con meno affluenza tra quelli per cui aveva fatto domanda.

Un lieto fine per i futuri studenti magistrali dell’Università più grande d’Europa, ma è accettabile che un giovane debba passare attraverso mille peripezie per potersi immatricolare nella facoltà che desidera? Gli Atenei nostrani dovrebbero migliorare la propria organizzazione?

A voi lettori la parola.

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