Cronaca
Scommettevano sui morti per Coronavirus: oscurato il sito in Italia

A far partire le indagini sulla macabra e sconcertante vicenda è stata la Consob. Un mondo sommerso fatto di avvoltoi che riuscivano a speculare su una tragica vicenda come quella delle morti per Coronavirus.
Avevano costruito una piattaforma su internet. Su questa piattaforma era possibile acquistare i “CoronaCoin“. I CoronaCoin erano una speciale criptovaluta, come tante di quelle che circolano in giro. Solo che il loro fine era ignobile e riprovevole: quello di puntare sul numero di morti giornaliero per Coronavirus.
Sono circa 7.6 i miliardi di “CoronaCoin” o “CoronaToken” coniati. Sì, 7,6 miliardi: come il numero totale della popolazione mondiale. Per ogni morto, un CoronaCoin viene cancellato. La vita umana spazzata via con un colpo di click.
Così facendo, più cresceva il numero complessivo dei morti per l’infezione del virus, più le quotazioni di questa criptovaluta erano destinate a salire.
La Consob ha chiesto e ottenuto il sequestro del sito covidtoken.org: l’accusa è quella di esercizio abusivo di intermediazione finanziaria.
Così finalmente questo sito venditore di morte è stato risucchiato nei meandri di pixel del web, tornando nel nulla. I responsabili, tuttavia, sono ignoti e molto probabilmente lo resteranno, restando pertanto impuniti.
Server delocalizzati, sede del server negli USA, sito senza (ovviamente) contatti o recapiti. In questi casi, dunque, per gli inquirenti italiani è difficile ottenere dai colleghi americani i dati delle persone fisiche o delle società connesse al sito. Chi operi dietro questo sito non ci è dato saperlo, sappiamo solo che l’ideatore delle macabre scommesse (ma non del sito in sé) è un certo Alan Johson.









