La scrittura un’avventura senza tempo, fantasticamente vera!

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Ognuno di noi è autore delle proprie emozioni quando decide di ascoltarle, ma soprattutto di comunicarle attraverso la scrittura. La scrittura è una continua avventura che ci consente di sopravvivere in una società inaridita dalla fretta di essere i primi nella futilità, nell ’immagine. Siamo preda di un egoismo inconsapevole, perché non abbiamo più il tempo per pensare a come stiamo, cosa vogliamo. Ci abituiamo in ogni attimo, come fosse normale, a non interessarci all’ altro, a capire se ha bisogno d’aiuto, se soffre, e se soprattutto noi siamo in grado di aiutarlo, oppure non vogliamo dargli il nostro aiuto. Scrivere è un modo per non essere soli, una maniera per non avere paura di essere degli individui che pensano attraverso la propria testa, essere se stessi sempre e comunque.

Perché come afferma l’autore François Mauriac: “Lo scrittore è essenzialmente un uomo che non si rassegna alla solitudine”. Annotare ogni giorno i propri pensieri è un ottimo esercizio per la mente e l’anima sempre pronta a recepire per noi le sfumature della vita. In un futuro potremmo anche pubblicare le nostre emozioni in un libro, e diventare degli aspiranti scrittori. «Non sono capace di scrivere se c’è qualcuno che mi guarda: sento che ciò che scrivo non m’appartiene più. Vorrei sparire, lasciare all’ attesa che incombe nei loro occhi il foglio infilato nella macchina, tutt’ al più le mie dita che battono i tasti. […]Come scriverei bene se non ci fossi! Se tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e svaniscono senza che nessuno le scriva non si mettesse di mezzo quello scomodo diaframma che è la mia persona! Lo stile, il gusto, la filosofia personale, la soggettività, la formazione culturale, l’esperienza vissuta, la psicologia, il talento, i trucchi del mestiere: tutti gli elementi che fanno sì che ciò che scrivo sia riconoscibile come mio, mi sembrano una gabbia che limita le mie possibilità. Se fossi solo una mano, una mano mozza che impugna una penna e scrive… Chi muoverebbe questa mano? La folla anonima? Lo spirito dei tempi? L’inconscio collettivo? Non so. Non è per poter essere il portavoce di qualcosa di definibile che vorrei annullare me stesso. Solo per trasmettere lo scrivibile che attende d’essere scritto, il narrabile che nessuno racconta». (Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore). La scrittura è un viaggio tra consapevolezza e inconsapevolezza.

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“Messaggi dall’Olimpo” vuol essere una rubrica che di volta in volta vi darà le dritte per pubblicare il libro che custodite nel vostro cassetto, gli indirizzi delle case editrici dove spedire i vostri manoscritti. Non solo, in questo spazio del se parleremo dei libri che accarezzano il cuore, che ci permettono di sognare.