Concorsi straordinari, ordinari, Stem, assunzioni da GAE e GPS. Maai come in questi ultimi mesi la problematica della scuola è tornata in auge. Tutto è iniziato con il governo Conte e l’obiettivo dell’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina di eliminare il precariato. Il tutto, tramite un “mastodontico” numero di prove concorsuali che avrebbero dovuto immettere in ruolo diverse decine di migliaia di docenti. La scuola, sì proprio quella scuola che ha goduto, inoltre dei più importanti incentivi da parte del governo per favorire la didattica a distanza. Uno strumento prezioso per un periodo come quello che abbiamo vissuto in questo anno e mezzo.
Da anni si cerca di eliminare i precari, di decimare la supplentite (quasi fosse una malattia da debellare). Un’annosa questione che lo stesso ex presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva preso a cuore al suo tempo, senza risultati decisivi tuttavia. Ora arriva il Dl Sostegni Bis che, almeno su carta, ha l’obiettivo di riempire tutte le cattedre vacanti in Italia per l’inizio dell’anno scolastico 2021/2022. Però forse si sono fatti i conti senza l’oste, senza quell’esodo di massa che le scuole avranno nei prossimi 3-4 anni quando oltre 200.000 lavoratori del settore scolastico andranno in pensione. La domanda quindi è lecita: tutto ciò basterà davvero a garantire anni scolastici regolari senza il bisogno di supplenti? Chiariamo: è una questione generale nel pubblico impiego, dato che neanche gli alti settori se la passano bene. Un calo di personale preoccupante nella pubblica amministrazione, questa è la verità.
Scuola: mancanza di personale, il contributo dei concorsi
Come informa Orizzonte Scuola, i pensionati del lavoro pubblico hanno superato i tre milioni: 3,03 milioni in un rapporto di novantaquattro pensioni erogate ogni cento contribuenti attivi. Un esodo destinato ad ampliarsi. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilianza descrive come nei prossimi tre anni, saranno circa 300.000 le persone che usciranno dal pubblico impiego. Dall’altra, però, si sono aperte le prospettive di numerose nuove prove concorsuali, con lo sblocco delle selettive e procedure più snellite rispetto a un tempo.
Un esempio? Presto detto: se il concorso ordinario per la scuola, così come ideato in un primo momento, prevedeva ben tre prove scritte (preselettiva compresa) e una orale, ora esso sarà caratterizzato da una sola prova scritta e una orale. I nuovi concorsi nella Pubblica Amministrazione daranno uno scossone non indifferente all’assunzione di nuovi lavoratori statali a tempo indeterminato, garantendo così il funzionamento della macchina pubblica. Secondo le analisi da parte del Dipartimento Funzione Pubblica sono previsti quest’anno almeno 119.000 nuove assunzioni a tempo indeterminato nelle PA.
Pensioni di massa nel settore scolastico
La Pubblica Amministrazione italiana è in gran parte formata da lavoratori anziani. L’età media risulta essere di 50 anni con significative divergenze tra i settori: si superano i 55 anni in comparti quali la Presidenza del Consiglio, Cnel e Carriera Penitenziaria, l’età media è invece di 39 anni nelle Forze Armate. Esaminando l’anzianità contributiva da autonomie locali e regioni potrebbero andare in pensione il 15,2% dei dipendenti dalle amministrazioni ministeriali, il 10,9% da Regioni e autonomie locali. Esaminando il requisiti anagrafico, si ipotizza un’uscita di 215.000 dipendenti della scuola.
Covid-19: non per tutti è stato possibile lo smart working
Lo smart working non è stato possibile per tutti. Gran parte dei dipendenti pubblici, sia appartenenti al settore scolastico che sanitario, sono stati costretti a lavorare sul posto, andando incontro a più di un rischio vista la situazione di emergenza sanitaria data dal Covid-19. Parlando proprio della categoria docenti, l’anno scolastico 2020/2021 è stato particolare, iniziato con la didattica a distanza e terminato in presenza. In alcuni istituti si è scelto, invece di utilizzare un orario alternato: turni a distanza e, in parte, in presenza.
Dl Sostegni Bis: previsti alcuni emendamenti
Secondo il Partito democratico è necessario modificare alcuni elementi riguardo al reclutamento dei docenti previsti dal Decreto Sostegni Bis. Per i docenti che vantino già un titolo abilitante, i dem vorrebbero che il requisito di servizio per tale branca di insegnanti sia semplificato a un’annualità svolta nelle istituzioni del sistema nazionale d’istruzione e gli IeFP e che, inoltre, la prova prevista alla fine del contratto annuale verta su aspetti metodologici e didattici. Una fase questa dovrà però tenere conto del giudizio del Comitato di Valutazione.
Concorso straordinario su base regionale
Si noti come il Partito Democratico medita un concorso straordinario su base regionale per i precari della scuola su posto comune, anche nel caso costoro non vantino un’abilitazione all’insegnamento. Il requisito necesssario, così come meditato dal partito di Enrico Letta sarebbe quello di aver maturato almeno tre annualità di servizio presso IeFP e istituzioni del sistema nazionale d’istruzione. Questi gli obiettivi dei dem: velutazione titoli e servizi e una procedura di selezione basata su una prova simulata. Al termine di tali disposizioni si creerà una graduatoria atta all’immissione in ruolo dei docenti.
Come saranno collocati i vincitori del concorso
Sempre secondo le intenzioni del Partito Democratico, i candidati collocati in posizione utile dovranno iniziare un iter accademico di formazione che andrà a integrare le loro competenze professionali assimilate nel corso degli anni di servizio svolto. Il percorso culminerà in un progetto di ricerca azione, Nel caso in cui questo progetto sarà svolto in maniera accettabile, è prevista per i candidati l’immissione in ruolo a partire dal 1° settembre 2022. Resta da vedere se tali emendamenti trovranno accoglimento.
Corsi estivi: è possibile inviare messe a disposizione
Mentre si attendono i prossimi mesi per capire se queste assunzioni di massa nel settore scuola andranno a buon fine, i precari avranno comunque opportunità di lavoro in questi mesi, inviando messe a disposizione per i corsi estivi. Per MAD si intende l’invio della propria disponibilità nei vari istituti scolastici per l’insegnamento della propria classe di concorso. Un’opportunità molto usata dai supplenti, soprattuto quelli non iscritti nelle GPS e graduatorie di istituto, per lavorare. Le scuole cercano tutt’ora insegnanti per i corsi estivi progettati, che si terranno fino al 31 agosto. Terminato l’anno scolastico, diversi alunni sono chiamati a recuperare alcuni debiti maturati dalle insufficienze non recuperate. Le lezioni estive servono proprio a questo e anche esse permettono al supplente di maturare punteggio.











