Decessi da Covid e per altre patologie, i conti non tornano

Sempre più infarti per donne over 60: ecco perchè

Donne sopra i 60 anni sempre più colpite da infarti. Principali imputati sono i cattivi stili di vita e le scorrette abitudini alimentari. Per anni si è trascurata la condizione della donna in relazione alle malattie cardiache, ritenendo (erroneamente) che fossero malattia cui vanno incontro più facilmente gli uomini. Questa è solo una mezza verità,

A fare da “scudo” contro malattie cardiovascolari per la donna, sono gli ormoni. La donna, infatti, è più protetta dal rischio di infarti ed ictus, questo fino alla menopausa. Dovendo infatti affrontare delle gravidanze, i suoi vasi sanguigni sono più piccoli e meno esposti a improvvise rotture appunto per esser preparata al meglio durante la gravidanza ed il parto. Con la menopausa, però, questo “scudo ormonale” cessa e la donna è più esposta a problemi cardiocircolatori.

Il Gazzettino ha intervistato una professoressa di cardiologia, affinchè potesse dare delucidazioni sulla condizione della donna dopo i 60 anni e su come poter fare prevenzione: “Troppo spesso la donna è stata trascurata – sottolinea la professoressa Maria Grazia Modena, Consigliere SIPREC e Professore Ordinario di Cardiologia presso l’Università degli Studi di Modena – le patologie cardiovascolari colpiscono la donna tre volte più di tutti i tumori femminili messi insieme (seno, utero, polmone). Per questo bisognerebbe insegnare alle donne di tutte le età ad avere attenzione per il cuore, a partire da una maggiore sensibilità allo stile di vita per tutelare il proprio organismo. In Europa, e similmente in Italia, le donne che oggi muoiono per problemi cardiovascolari (ictus e infarto) sono il 43% contro il 38% degli uomini. A condizionare questi dati in aumento sono i diversi fattori di rischio che caratterizzano le donne, che si possono suddividere in classici, esclusivi e peculiari. I primi sono gli stessi degli uomini: fumo, colesterolo alto, ipertensione, diabete, assenza di movimento, obesità, alimentazione non corretta. La donna però aggiunge dei fattori di rischio esclusivi legati alla sua vita biologica: anzitutto, la menopausa, che può diventare ancora più aggressiva se precoce, tra i 30 e 40 anni; un menarca precoce o tardivo; malattie come ipertensione o diabete in gravidanza; la sindrome dell’ovaio policistico. In terzo luogo, ci sono i fattori di rischio che nella donna sono prevalenti: le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide, il lupus, la sclerodermia, la miastenia, la tiroidite hanno conseguenze più impattanti nella donna».

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