Economia
Sicurezza pubblica e Daspo Urbano, ecco come funzionerà

Le nuove misure per la sicurezza delle città contenute nell’ultimo decreto legge rafforzano uno strumento che già esisteva, parliamo del Daspo Urbano. Le ultime disposizioni richieste con urgenza dal Ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, seguono i terribili fatti che hanno portato alla morte di Willy Monteiro Duarte. Si parla di norme Willy intendendo le future azioni anti movida violenta che vogliono allontanare dalle serate in piazza persone violente, che spacciano droga, pericolose per l’incolumità degli altri. Come abbiamo detto, il Daspo Urbano già esisteva ma ecco come cambierà da questo momento.
Daspo Urbano nel nuovo decreto legge
L’azione del Governo è all’interno di un piano più ampio di sicurezza pubblica, si legge nel comunicato ufficiale.
Con il nuovo Daspo Urbano:
- per il Questore sarà possibile applicare il divieto di accesso nei locali pubblici anche nei confronti dei soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Inoltre, si interviene sul trattamento sanzionatorio conseguente alla violazione del divieto, prevedendo, in particolare, la pena della reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.
Questa è solo una parte delle nuove disposizioni, il nuovo decreto sicurezza contrasta attraverso l’oscuramento i siti web che promuovono la pedo-pornografia e quei siti che si ritiene possano essere utilizzati per la commissione di reati in materia di stupefacenti.
Le norme Willy sono legate a quest’ultimo punto, quello più vicino ai fatti che hanno portato alla morte del ragazzo di Colleferro.
Infatti:
- si inaspriscono le pene per i soggetti coinvolti in risse, prevedendo che, qualora qualcuno resti ucciso o riporti lesioni personali, il solo fatto della partecipazione alla stessa sia punibile con la reclusione da sei mesi a sei anni.
Che cos’era il Daspo prima dell’ultimo decreto sicurezza?
Il Daspo Urbano era stato introdotto con il Decreto Minniti nel 2017 e modificato con il Decreto Salvini. Riprende il nome della disposizione originale: Divieto di accedere alle manifestazioni sportive (Daspo) per tifosi e persone violente e tendenti alla criminalità.
Il Daspo Urbano impedisce l’accesso o la libera fruizione di alcuni luoghi pubblici a chi degrada la città, mezzi pubblici, stazioni, eccetera, con comportamenti sbagliati, ad esempio il bivacco non autorizzato, molestie su passanti, accattonaggio, stati di ubriachezza, uso e diffusione di sostanze stupefacenti. Al Daspo Urbano si uniscono anche sanzioni pecuniarie, prima dai 100 ai 300 euro, che diventano più gravi in caso di reiterazione.
Gli agenti accertatori potevano applicare il Daspo Urbano anche fino a 48 ore dalla commissione del fatto. La sanzione amministrativa era tra i 100 e i 300 euro.









