Il Simbolismo a Palazzo Reale

AUSTRIA - JULY 03: Portrait of Adele Blochbauer, 1907, by Gustav Klimt (1862-1918), 138x138 cm. (Photo by DeAgostini/Getty Images); Vienna, Österreichischer Galerie Belvedere (Art Gallery). (Photo by DeAgostini/Getty Images)

Tutti gli aspetti emotivi della realtà sono l’oggetto di interesse del Simbolismo, corrente artistica sviluppatasi verso la fine dell’800, con collegamenti anche con la scultura, la musica,la letteratura e la poesia, come rivelò l’opera”I fiori del male ” di Baudelaire. A questa è stata dedicata la mostra “Simbolismo. Dalla Belle Epoque alla Grande Guerra” presso Pal.Reale a Milano,che resterà aperta fino al 5 giugno 2016.

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Il Simbolismo, attraverso l’indagine dei misteri più profondi della creazione, entra nella essenza delle cose,che può comprendere soltanto il vero artista: la sua opera infatti ha lo scopo di svelare la loro  “natura intima”,andando oltre l’oggettività reale attraverso i sogni, le metafore,la fantasia, grazie ad artisti come Segantini, Ensor, Moreau, Redon e Bocklin, i pittori più noti.

La mostra si articola in 150 opere di pittura appartenenti a maestri tra cui Klimt,Moreau,Odillon Redon,Von Stuck Hodler,e tra gli italiani Segantini,Previati, Sartorio, provenienti sia da collezioni private che da musei. Essi hanno dato espressione agli interrogativi del nuovo secolo, investito da cambiamenti sociali, politici e culturali, che stavano creando profonde trasformazioni nel veccchio continente, l’Europa

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.Così in questo contesto sono stati indagati i sentimenti eterni sulla vita e la morte,l’amore e il sogno, passando dalle atmosfere decadenti e cupe del nord Europa , di Klimt, Moreau e Redon, a quelle luminose e naturalistiche degli italiani, da cui nacque il Divisionismo. Essi svilupparono la contrapposizione al Realismo e all’Impressionismo,dando vita ad una nuova spirtualità, che andava oltre l’apparenza.

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La mostra si articola in 18 sezioni tematiche. In questo modo si è voluto far comprendere come”anche le arti figurative abbiano contribuito profondamente a rinnovare la cultura nazionale, anticipando il Futurismo.

“Capolavori come la dama sontuosa in abito d’oro,che si contrappone alla angelica figura celeste davanti ad un corso d’acqua, l’elefante inseguito dagli angeli, o i due candidi innamorati che risplendono in  un prato fiorito, piccoli, di fianco all’angelo dalle grandi ali azzurre che siede accanto a loro, e le due dame dai lunghi capelli sospese sulla neve, oltre cui si staglia una catena di montagne innevate, così come la mamma che spicca nel verde di un prato con le sue due piccole bimbe immacolate, sono immagini eterne che, una volta viste, resteranno fissate nella memoria per sempre.

Grazia Paganuzzi