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Stefano Bettarini polemica su Instagram vs il Grande Fratello: cosa ha detto

Squalificato in seguito ad una sua dichiarazione blasfema, Stefano Bettarini ha accettato, inizialmente, la decisione del Grande Fratello Vip, con sportività ammettendo l’errore anche se non volontario. L’ex calciatore però ha commentato l’accaduto sul suo account Instagram appena 24 ore dopo, e lo ha fatto polemizzando in modo critico nei confronti non solo di Alfonso Signorini ma di tutta la produzione del reality.

Bettarini è entrato nella casa a GFVIP iniziato, chiamato come esperto di reality ad animare l’ambiente e mettere anche un po’ di pepe in alcune situazioni. Accolto con entusiasmo dagli altri inquilini anche se ha avuto un primo scontro con l’ex Dayane Mello, Stefano si è immediatamente messo a suo agio a tal punto che in una conversazione con i ragazzi della casa si è lasciato andare ad un’espressione decisamente poco ortodossa soprattutto se detta in tv. Immediatamente Bettarini si è reso conto della gaffe ed era certo che ci sarebbero state conseguenze nei suoi confronti.

Eliminato nel corso dell’ultima puntata, l’ex marito di Simona Ventura ha spiegato che non è nel suo linguaggio bestemmiare e che l’espressione detta in alcuni ambienti non è considerata offensiva. Tuttavia ha accettato la decisione del Grande Fratello con diplomazia almeno fino al giorno dopo, quando su Instagram ha scritto un post di denuncia nei confronti di chi gestisce il reality.

Grande Fratello Vip, Stefano Bettarini: “Sono stato una pedina”

Stefano Bettarini non condivide la squalifica impostagli e ritiene di essere stato usato come una pedina per far alzare lo share. Per l’ex calciatore la punizione subita non è proporzionata anche perché l’espressione sotto esame è un intercalare di alcune zone regionali e non è detta in modo offensivo:

“Non ho bestemmiato, non l’ho mai fatto e non lo farei mai. Madoska l’ho sentito dire spesso, per rabbia, per gioco, come intercalare. Lo uso e l’ho usato per quello che é, una storpiatura di un’altra parola che altrimenti sarebbe blasfemo pronunciare; una parola modificata nel gergo volgare proprio per evitare la censura sociale, per non risultare offensiva e imperdonabile. Più di tutto mancava proprio quello, l’intenzione di essere irriverente e irrispettoso verso la mia religione. Trovo perciò sproporzionata la ‘sanzione’ e, dopo 21 giorni di quarantena e 5 tamponi, mi sento preso in giro; la pedina di un gioco al rialzo… Dello share”.

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