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Storia degli edifici Rue d’Aubagne: dal crollo al processo

Rue d’Aubagne è una zona popolare caratterizzata da piccole vie e negozi. I soccorritori dovettero demolire anche l’edificio adiacente, il numero 67 per evitare un’altra tragedia. Domani, 5 novembre 2020, si ricorderà questa giornata con una commemorazione nonostante la crisi sanitaria. Le bandiere istituzionali saranno tenute a mezz’asta con un minuto di silenzio. In questi anni, anche gli artisti hanno contribuito a tener viva la memoria e narrare i fatti, ad esempio con la fotografia e una mostra recente dal titolo Indigne Toit.

Rue d’Aubagne e le conseguenze su altre vie di Marsiglia

La gentrificazione è un concetto sociologico che indica la trasformazione dei quartieri popolari in zone abitative di pregio. Ciò è dovuto da tanti elementi, ad esempio l’aumento o cambiamento della composizione sociale, dei prezzi delle abitazioni, dello status economico di molte persone. Sociologi e storici intendono anche la gentrificazione come un “progressivo cambiamento socioculturale di un’area urbana da proletaria a borghese“. È anche vero che la memoria urbanistica industriale e popolare di alcuni quartieri rimane come caratteristica storica che riqualifica con il tempo una zona della città, abitata poi da persone con uno status economico e lavorativo superiore a quelle del passato.

Alla base della tragedia di Rue D’Aubagne ci sono responsabilità private e politiche, oggi si è arrivati alla prima accusa per omicidio colposo del locatore proprietario, la società Marseille Habitat.

Il comune allora, a seguito del crollo e dell’abbattimento del terzo edificio 67, decise di trasferire 4500 cittadini marsigliesi residenti in strutture di emergenza. Degli hotel hanno accolto le persone considerate sfollate, il municipio ha dichiarato l’emergenza cittadina. Gli edifici pericolosi calcolati erano 578. Questo fatto però segnò anche il fallimento della politica urbanistica del sindaco in carica, Jean-Claude Gaudin. Il municipio si difese dalle accuse incolpando le forti piogge precedenti la tragedia e l’inerzia della proprietà privata e amministrativa. Marseille Habitat infatti è una società semipubblica.

Vicenda giudiziaria: l’accusa di Marseille Habitat e la reazione degli avvocati delle vittime

Rue d’Aubagne ha riaperto al traffico perdonale poche settimane fa, a primavera ritornerà anche il passaggio regolare delle macchine. Nella storia del crollo delle sue palazzine bisogna considerare gli avvisi lanciati già prima del 2010 da tecnici, ingegneri ed esperti. Sia le associazioni delle famiglie trasferite che delle persone uccise o ferite nella via, avevano avvisato amministratori pubblici e municipi dello stato di fatiscenza di molte case e palazzine. Insieme ai lavori di riassetto della strada sono andate avanti anche le inchieste giudiziarie per arrivare ai responsabili di questa tragedia.

Marseille Habitat è un locatore sociale semi privato responsabile di alloggi in affitto, proprietaria delle due palazzine crollate è stata accusata di omicidio colposo per violazione deliberata di un obbligo di sicurezza. La società ha espresso l’intenzione di cooperare pienamente con la giustizia per fare luce sulla tragedia. Audrey Gatian, rappresentante legale della persona giuridica accusata, su consiglio dei suoi avvocati, ha esercitato il diritto al silenzio.

L’avvocato delle famiglie vittime del crollo ha parlato di un passo importante, ma ha anche dichiarato che si aggiungeranno anche altre accuse nei prossimi mesi. Infatti, l’incriminazione di Marseille Habitat apre una fase complessa per comprendere se nell’accusa dovranno ricadere anche altre persone giuridiche o private. Per adesso c’è la constatazione di una mancata manutenzione delle palazzine di lungo periodo causa della tragedia vissuta nella via.

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