Il killer autore della strage di Ardea aveva problemi psichici conclamati: era una strage evitabile?
Pignani tempo addietro si era fatto accompagnare in ospedale volontariamente da un’ambulanza, dopo una lite con la madre. Lì era stato messo in cura per “patologie di carattere psichiatrico”.
Pignani era uscito di casa intorno alle 11 con felpa, zainetto e guanti per poi percorrere con la pistola in pugno alcune strade del comprensorio di Colle Romito, ad Ardea.
Dopo di che, ha puntato la pistola contro le prime persone che ha incontrato, cioè i due bambini e l’anziano. I primi a essere sparati sono stati i fratellini, dopo di che ha sparato a Salvatore Ranieri, l’anziano che si era frapposto tra l’assassino e i bimbi, per fare da scudo col suo corpo. Poi è tornato a casa, dove si è barricato in camera fino al suo suicidio.
“Cinque minuti prima della sparatoria una pattuglia dei carabinieri di Marina di Ardea era andata a controllare che il mio assistito Domenico Fusinato (ndr padre dei due bimbi uccisi) stesse in casa a rispettare l’ordinanza di custodia ai domiciliari”. Rivela l’avvocato Diamante Ceci, legale dei genitori dei piccoli David e Daniel uccisi. Pochi attimi dopo è avvenuto il triplice omicidio.











