Nelle violenze del 31 dicembre 2020 sarebbero stati usati anche Rivotril e Xanax: questo è emerso dalle chat delle ragazzine dei Parioli.
Nella villa di Torresina in cui una ragazza di 16 anni avrebbe subito uno stupro, erano presenti anche altri ragazzini, tra i 14 ed i 19 anni.
“Non trovo il Rivotril in farmacia“, dice una ragazza di 14 anni nella chat denominata “Aimone”, ovvero “casa”.
Il Rivotril però poi lo hanno trovato, e viene spontaneo chiedersi: come? Lo hanno sottratto a un parente? Gli è stato prescritto da un medico compiacente? O un farmacista è stato loro complice?
“Le ho portate da casa, senza dire altro“, dice la quattordicenne, come riporta Open.
Bianca, (nome di fantasia) è stata stuprata da cinque giovani, contro cui i genitori della giovane hanno sporto denuncia. AL momento della violenza, era sotto l’effetto di cocaina e di Rivotril.
Bo Guerreschi di “Bon’t worry”, la onlus che sostiene le donne vittime di violenza, ha spiegato: “Siamo convinti che Bianca sia stata drogata“.
Non solo: “l’eventuale consenso della vittima al compimento degli atti sessuali – aggiunge l’ex procuratrice Maria Monteleone – non ha alcun rilievo se gli atti siano compiuti con violenza, minaccia o abuso di autorità. Anzi, il reato di violenza sessuale sussiste anche se la vittima sia stata indotta a compiere o subire atti sessuali e l’autore abbia abusato di una condizione di inferiorità fisica o psichica al momento del fatto. Ed è questa la condizione in cui si può trovare, ad esempio, una persona che abbia assunto sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti, che l’abbiano posta in uno stato di “infermità”, sia pure temporanea.











