Cronaca
Stupro di Roma, parla un super testimone: “Eravamo tutti ubriachi, come faceva a essere consenziente?”

Un amico della giovane stuprata in una villetta della Roma-bene ha risposto ad alcune domande del Corriere della Sera.
Il giovane, riguardo quella notte, dice: “Posso essere sincero? Stavamo tutti fattissimi e avevamo bevuto un bel po“
“Io ho deciso di parlare perché è una delle mie migliori amiche, sennò manco ti rispondevo, sinceramente“, dice il giovane.
Di quella notte dice di ricordarsi poco: “perché a un certo punto mi sono sentito male e la mia ex ragazza mi ha portato via. Era più o meno l’una e mezza. Lei l’ho rivista nei giorni dopo e solo in quel momento mi sono reso conto di come stava, quindi ci ho parlato per convincerla a farsi visitare da un medico. Ha passato un giorno interno tra Questura e ospedale, dove le hanno fatto tutti i controlli per accertare la violenza. È stato stressante per lei, ma per fortuna è una ragazza forte“.
Sulle condizioni di salute della 16enne stuprata, figlia di un diplomatico spagnolo, dice: “Quando l’ho vista si vedeva che era provata dalla serata, stava in coma. E poi era diversa dal solito, stava tutto il tempo da sola a dormire e aveva dei lividi sulle gambe. Sinceramente non mi ricordo se gliel’ho chiesto io oppure me l’ha raccontato lei, fatto sta che era subito chiaro che era successo qualcosa di strano alla festa dopo che ero andato via“.
E sul consenso della ragazza, è categorico: “Quelli che sono stati ritenuti responsabili hanno iniziato a dire di non avere nulla a che fare con la violenza, che lei era consenziente, ma lei in quel momento non capiva nulla. Se tu metti in mezzo una ragazza in 11 o in 10, come ha raccontato lei, mentre è tutta ubriaca e tutta fatta, non può essere consenziente. Anche se fossero stati di meno, il discorso è uguale“.









