Tasse per le scuole cattoliche, il governo chiarisce

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Nei giorni scorsi, il Comune di Livorno, per bocca del sindaco Filippo Nogarin, si era espresso a favore del pagamento di alcune tasse da parte di scuole cattoliche e paritarie, e la Cassazione ha dato ragione all’amministrazione labronica.

Sulla sentenza, però, il governo vuole dei chiarimenti, come ha detto il sottosegretario Claudio De Vincenti. Le scuole cattoliche di Livorno, dopo la sentenza della Cassazione, dovranno pagare l’ICI per circa 400.000 euro, ma la polemica sul pagamento delle tasse da parte della Chiesa e degli enti ecclesiastici è tornata molto viva. Con la sentenza, infatti, rischiano di chiudere la maggior parte delle scuole cattoliche paritarie, circa tredicimila, in tutta Italia e i vescovi sono furibondi. Non solo l’ICI, anche se l’imposta in questione è la più significativa: il regolamento sul suo pagamento e sulla sua riscossione, introdotto nel 1992 da Giuliano Amato, abolito da Silvio Berlusconi nel 2008 e reintrodotto da Mario Monti nel 2011, è stato ritoccato lo scorso anno da Matteo Renzi nel decreto IMU in modo tale che la Chiesa continuasse a essere esentata dalle tasse sulla scuola.

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In base alla sentenza, però, il caso di Livorno potrebbe travolgere proprio lo stesso decreto introdotto dall’ex sindaco di Firenze. Ha detto il sottosegretario De Vincenti: “Avvieremo un tavolo di confronto per arrivare a un definitivo chiarimento normativo. La norma del governo Monti, comunque era senza dubbio equilibrata, dal momento che riconduceva il pagamento solo alle componenti di natura commerciale”.
E’ intervenuta sulla questione anche la ministra della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, la quale ha detto: “Forse c’è una riflessione da fare, visto che in Regioni come il Veneto, senza paritarie, Stato e Regioni si troverebbero in enormi difficoltà economiche e strutturali”.

Dal centrodestra, ha parlato l’ex ministra della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, la quale ha detto: “Le paritarie vengono ricondotte nell’alveo delle attività commerciali per il solo fatto che gli alunni pagano una retta”. Gaetano Quagliariello, Nuovo Centrodestra, invece, invita a non abolire, per motivi ideologici, la libertà educativa.

Soddisfatte Sinistra Ecologia e Libertà, con Arturo Scotto che ha parlato di ripristino dell’equità senza punire la scuola paritaria, e i Radicali, con Maurizio Turco e Carlo Pontesilli, che hanno definito la sentenza un attacco ai privilegi e non alla libertà.

Stefano Malvicini