Cronaca
Terremotati: c’è chi muore nell’indifferenza

Il dramma dei terremotati

Mentre i “riflettori” sono tutti puntati sulla vicenda della SeaWatch con a bordo 47 migranti, decine di migliaia di terremotati italiani vivono il dramma nelle zone terremotate di Amatrice.
Abbandonati a loro stessi, gli abitanti delle aree colpite dal terremoto esprimono la loro sfiducia e la loro amarezza: “Qui stiamo morendo. Stiamo pensando di andarcene, non c’è più vita da queste parti. Ma sembra che non importi nulla a nessuno».
Un decesso per il freddo
E infatti si muore. Un uomo di 52 anni, Bruno Anzuini, è morto qualche giorno fa a Montereale, il paese aquilano epicentro dell’ultimo terremoto che ha scosso il Centro Italia il 18 gennaio. L’uomo viveva dal giorno del sisma in una roulotte e appena la temperatura esterna è scesa a -17 gradi nella frazione di Ville di Fano, l’uomo è stato colpito da un malore ed è tristemente deceduto.
Terzo inverno per Amatrice
Sono gelidi gli inverni di Amatrice. È cominciato il terzo anno per le terre distrutte dal tremendo terremoto avvenuto nell’agosto 2016, e per loro non è cambiato nulla. Più il tempo passa mentre si succedono i governi, più la volontà di ricostruire continua a mancare. Nessuno prende una decisione e nessuno si assume questa responsabilità.
Un paese completamente abbandonato con le stesse macerie ancora presenti. Dotato di un piccolo pronto soccorso appena sufficiente per le emergenze e da poco attivo dopo le 20:00. E pensare che in tre anni gli abitanti delle zone terremotate hanno visto ben tre presidenti del Consiglio: Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Giuseppe Conte. Presenti anche tre commissari straordinari :Vasco Errani, Paola De Micheli e Piero Farabollini. Anche altre figure politiche si sono impegnate ad occuparsi della situazione. E ci sono state soprattutto molte promesse di ricostruzione che non sono state mantenute.
Emergenza nazionale
Le casette provvisorie, SAE (soluzioni abitative di emergenza), si sono rivelate del tutto inadatte e ogni giorno ci sono segnalazioni che riguardano la scarsa tenuta degli impianti elettrici e di riscaldamento, oltre che alla scarsa tenuta delle strutture stesse.
Il fondo europeo, che ha fornito il 70 % delle risorse spese dopo il sisma è stato purtroppo usato in modo improprio e impiegato nel finanziamento di opere di secondaria importanza, in zone lontane dalle aree effettivamente colpite.
Queste sono le urgenze dell’Italia e del Governo Italiano. Qui devono essere concentrati gli sforzi e l’attenzione. Dove ci sono bambini, anziani e famiglie italiane che rivivono ogni giorno il dramma del terremoto. Dove c’è gente che muore di freddo, isolata e fuori dal mondo. Dove ci sono macerie, vergognosamente lasciate lì a ricordare come un monumento funebre, la tragedia e l’abbandono.
La ricostruzione promessa al popolo italiano di Amatrice, deve diventare una realtà nel più breve tempo possibile, per restituire la qualità della vita ad ogni singolo abitante nelle zone colpite dal sisma.
di Monica Ellini









