Cronaca

Terremoto in Croazia, epicentro e zone dove si è sentito di più

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Un forte terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito la Croazia provocando danni in alcune città, parti di edifici sono crollati, soprattutto a Petrinja che è anche il punto di epicentro del terremoto.

L’orario delle tragedia è circa le 12:15, le scosse sono state sentite anche in Italia. Le foto e il video della Croce Rossa Croata (Hrvatski Crveni Kriz) mostrano strade piene di mattoni staccati dai palazzi, macerie e alcuni negozi distrutti.

L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha riferito che la scossa di oggi ha magnitudo 6.4, il terremoto c’è stato anche ieri sempre con epicentro a Petrinja con magnitudo 5.

Dove si trova Petrinja e quali altre città sono state danneggiate

Petrinja si trova al centro della Croazia, è all’interno della regione di Sisakj e Moslavina.

Le scosse del terremoto si sono sentite a molta distanza dall’epicentro, gli stati interessati sono: Bosnia Erzegovina, Repubblica Ceca, Croazia, Germania, Ungheria, Montenegro, Romania, Slovacchia, Slovenia, Serbia e Austria.

Il terremoto ha provocato l’interruzione di elettricità e linee elettriche. A Zagabria dove sono crollati parti di palazzi, le scosse sono state registrate con una profondità di 10 chilometri.

La situazione da ieri è fortemente sotto controllo, perché potrebbero esserci nuove scosse (sciame sismico), per sicurezza, in Slovenia, è stata fermata la centrale nucleare di Krsko.

In Italia, il terremoto si è sentito nelle regioni adriatiche e in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo.

Terremoto in Croazia, notizie sulle vittime: la prima ha 12 anni

Petrinja ha circa 25.000 abitanti, si iniziano ad avere notizie sulle prime vittime. Una ragazzina di 12 anni è stata ritrovata senza vita tra gli edifici crollati.

Il sindaco Darinko Dumbovic ha raccontato in un’intervista radiofonica che metà città è distrutta, ci sono altri morti e feriti. Il governo croato sta reagendo con un primo contingente di 300 militari.

Arriva anche la testimonianza del sindaco di Zagabria, Milan Bandic. I concittadini non devono utilizzare al momento le auto per tenere libere le strade percorse dai mezzi di emergenza.

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