Terrorismo: quali sono gli ingredienti del perfetto “jihadista da tastiera”?

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Se chiedete cos’è un “foreign fighter” a un abitante di Luzzi, paesotto di neanche diecimila anime sito nel “profondo Sud”, probabilmente sarete guardati con evidente sgomento.
Eppure è proprio questo scenario ridente e incurante ad ospitare una delle prime operazioni antiterrorismo conformi alle nuove disposizioni per la lotta contro gli jihadisti.
Hamil Mehdi, venticinquenne marocchino regolarmente residente dal 2004 a Luzzi, in provincia di Cosenza, è stato arrestato lo scorso 24 Gennaio dalla Digos cosentina con l’accusa di essere pericolosamente legato alle attività jihadiste.

Quel giovane di origini nord africane “incastrato” pochi giorni fa da chi lo stava monitorando da diverso tempo,  è stato più volte definito «integrato» e «insospettabile» persino dal sindaco di Luzzi Manfredo Tedesco, ancora incredulo dinnanzi a un simile fenomeno.
Un biglietto di sola andata per la Turchia acquistato in segreto sarebbe valso come “goccia che fa traboccare il vaso”, lasciando al ragazzo la possibilità di effettuare un check-in valido unicamente per la gatta buia.
Già fermato lo scorso 10 luglio in Turchia per motivi di sicurezza, egli aveva giustificato il suo tentato espatrio riferendo alle autorità che il suo unico obiettivo era quello di «pregare in una moschea più grande».

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A onor del vero, la vita condotta da Hamil Mehdi, venditore ambulante di origini marocchine che persevera nel dichiarare la sua totale innocenza anche di fronte all’eveidenza, fornisce una preziosa testimonianza del fatto che la facciata esteriore non rispecchia che in minima parte ciò che accade tra le mura domestiche.
Il ragazzo in questione, infatti, è il tipico esempio di “jihadista da tastiera”, accezione quasi caricaturale che rappresenta invece uno degli identikit più diffusi e pericolosi del terrorista firmato ventunesimo secolo.
Ma quali sono gli ingredienti che, miscelati tra loro, danno vita a questo “delinquente del nuovo millennio”?
Prendete un’adolescenza solitaria e unitevi il bisogno di riconoscersi in un’identità perduta, oltreoceano.
Lasciate cuocere a fuoco basso con l’aiuto di una connessione internet, un profilo facebook, qualche apparecchio telefonico criptato e un libretto dei Fratelli Musulmani sui doveri del buon credente. Mescolate di tanto in tanto.
Insaporite poi con  frequenti litigi familiari, rimproveri a ragazze in bikini e contatti virtuali con terroristi implicati in diversi atti più o meno pericolosi.
Guarnite il tutto con qualche scheda per l’allestimento di ordigni esplosivi e svariati tentativi di raggiungere luoghi “amici” dall’altra parte del mare per non sentirsi più deboli e soli, per non essere più così “insipidi”.
Al momento di servire, in ultimo, cospargete in superficie un’abbondante spolverata di innocenza tipica dell’umile attività di vendita ambulante.
Consigli per l’impiattamento? Un luogo tranquillo, possibilmente poco popolato e incline alle buone maniere e al quieto vivere. Successo garantito. O forse no…