Tre femminicidi sono stati registrati in due giorni in Sicilia

Tre vite spezzate, uccise da chi doveva amarle

Tre Femminicidi
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Sono stati registrati ben tre femminicidi in solo due giorni in Sicilia. Tre femminicidi danno inizio al 2020 con un tragico bilancio. Il 2020 inizia nel modo peggiore: infatti soltanto nel mese di Gennaio vengono ufficializzati tre femminicidi. Le cause sembrano essere sempre le stesse; ovvero provocati da sentimenti di gelosia, rabbia, paura di tradimento o di allontanamento dalla relazione. Spesso e volentieri sono proprio gli uomini di famiglia a commettere questi reati, come i mariti, o gli ex fidanzati che non accettano la fine del rapporto.

I tre femminicidi registrati: i nomi delle vittime

Uno dei tre femminicidi è avvenuto a Mazara del Vallo, in un comune della Sicilia.
Il nome della prima vittima è Rosalia Garofalo, una donna di 52 anni che è stata massacrata di botte. Il responsabile di questo femminicidio è Vincenzo Frasillo, il coniuge di 54 anni.
La donna ha subito i suoi maltrattamenti per ben 20 anni, e pare che Rosalia Garofalo avesse più volte denunciato gli episodi ricevuti di abusi fisici. Ciononostante, molte denunce esposte sembrano esser state anche ritirate dalla stessa persona.

Per un periodo di tempo Rosalia Garofalo viene anche ospitata da una Comunità di accoglienza per le donne vittime di maltrattamenti ed abusi.
Si dice che la vittima avesse addirittura preso la decisione di separarsi definitivamente dal coniuge, grazie soprattutto all’aiuto psicologico della Comunità. Questo per non subire più i maltrattamenti del marito: sfortunatamente però, non ha fatto in tempo.

Le indagini degli investigatori ed i soccorsi

Gli agenti della squadra mobile di Trapani ed il Commissariato di Mazara del Vallo sono intervenuti presso l’abitazione della coppia verso le 20:30. Questo a causa della telefonata sospetta dell’assassino, che ha dichiarato ai medici del 118 che la donna fosse deceduta in seguito ad un improvviso malore.
Gli operatori medici del 118 una volta giunti sul posto, hanno trovato la donna riversa sul letto matrimoniale. Non hanno potuto fare altro che dichiarare ufficialmente il decesso della signora Garofalo.

L’assassino è accusato di omicidio

L’uomo è stato condotto in commissariato per un interrogatorio, al quale ha partecipato per tutta la notte con la presenza di un avvocato. Dopodiché, viene trasferito in carcere a Trapani. Il sostituto procuratore di Marsala, ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di fermo: infatti sarà il giudice ad occuparsi delle indagini preliminari ed a convalidarlo.
Ciononostante, viene accusato di omicidio.

Le dichiarazioni degli enti scientifici, e le cause del femminicidio

Dopo l’ispezione del cadavere, la polizia scientifica ha dichiarato che l’uomo avrebbe picchiato più volte la donna “senza prestargli alcuna assistenza o richiedere le necessarie cure mediche”.
Questo era visibile a causa dei segni di maltrattamento sul corpo della donna.
A dichiararlo è stato il dirigente della squadra mobile della città di Trapani, Fabrizio Mustaro. ”Un mosaico di ecchimosi. Una visione orribile.”
Le cause che hanno spinto il compagno a questa tragica decisione, sono dovute a quanto pare, dalla paura del tradimento.

Due dei tre femminicidi, sono avvenuti a Mussomeli

Un altro tragico evento avviene a Mussomeli, in un altro comune della Sicilia.
I nomi delle vittime sono Rosalia Mifsud, una donna di 48 anni, e la figlia Monica Di Liberto di 27 anni. Il responsabile è Michele Noto, un ragazzo di 27 anni, compagno della donna uccisa con la quale aveva una differenza di età di ben ventuno anni. Secondo una prima ricostruzione, Michele si è recato dopo la mezzanotte all’interno dell’abitazione delle due donne.

Quest’ultimo poi ha commesso il reato nella camera da letto di Rosalia, sparando alla donna poiché non riusciva ad accettare il termine della loro relazione. Con lo stesso metodo ha posto fine anche alla vita della figlia Monica, che risulta essere una delle prime persone che ha cercato di convincere la madre ad allontanarsi dall’uomo.

Il suicidio della vittima ed il ritrovo dei corpi

Di conseguenza al tragico e duplice femminicidio, l’assassino si rivolta contro l’arma da fuoco; una pistola regolarmente detenuta, e prende la decisione di suicidarsi. Il ritrovamento dei corpi è stato fatto dal figlio di Rosalia Mifsud, rientrato successivamente in casa.

Le testimonianza dei vicini

Importanti sono anche le dichiarazioni dei vicini di casa delle due donne, che dichiarano di non aver percepito nessuna preoccupazione da parte delle vittime.
‘Era tranquilla, come spesso accadeva la sera veniva da noi.” – dicono i vicini riferendosi a Rosalia Mifsud, che andava a visitarli quotidianamente. ”Poco prima delle 23 è tornata a casa, poi la tragedia”. A dichiararlo è Lorenzo Borrelli, uno dei vicini che quasi un’ora dopo sente dei rumori insoliti provenienti dall’abitazione. ”Non mi sono sembrati dei colpi di pistola, più che altro sembravano rumori di porte chiuse – aggiunge. – Una decina in tutto. Poi il silenzio. Sono stato svegliato dai carabinieri”.

I dati registrati nel 2019

Nonostante questi tre femminicidi registrati a distanza di pochi giorni, l’Italia ha attivo ancora il codice rosso per questa problematica.
I casi di femminicidio nel 2019 sono stati in tutto 103. Un valore poco ridotto rispetto a quello del 2017, in cui furono in totale 131, e 135 nel 2018.