Vedelago (Treviso). I fatti risalgono al febbraio del 2023 quando i Carabinieri sorpresero tre ragazzi, di cui solo due maggiorenni, mentre tenevano legato e imbavagliato in una casa abbandonata un 50enne.
Dal racconto dei giovani, che avevano privato l’uomo anche delle chiavi dell’auto e del bancomat, il 50enne era colpevole di pedofilia.
Il gruppo di ragazzi era composto da due maggiorenni di 19 e 20 anni e da un 15enne. Si erano ‘ispirati’ a una serie TV americana, “To catch a predator” che si occupava di scovare e incastrare pedofili attivi online. Questo programma fu immediatamente interrotto quando nel 2008 si verificò il suicidio in diretta di un uomo, sospettato di pedofilia ma non accertato, che si era visto sbattere in prima pagina come mostro dalla serie Tv in questione.
I tre ragazzi si sono dunque posti nelle vesti di “giustizieri” per contrastare il dilagante fenomeno della pedofilia nel web.
Le indagini hanno fatto emergere altre sette vittime che avevano subito un trattamento analogo al 50enne salvato dalle forze dell’ordine. Due di loro però risultano irreperibili, mentre quattro avevano ritirato la denuncia.
Il modus operandi prevedeva che il più giovane, il 15enne, facesse da esca online. Una volta attirato nel luogo dell’appuntamento, l’uomo veniva stordito con un taser e questo consentiva ai tre ragazzi di immobilizzarlo con corde o nastro adesivo. Dopodiché, scattavano calci e pugni e gli sottraevano il portafoglio in cerca di contanti e carte di credito.
I ragazzi sono stati scoperti perché una delle precedenti vittime li ha denunciati, oltretutto, utilizzavano sempre la medesima cascina abbandonata di Castelfranco Veneto.
I due maggiorenni sono stati accusati a sei anni di reclusione con rito abbreviato.
Si attendono le disposizioni del tribunale in merito al 15enne.











