Uccisa brutalmente dall’amante: pena dell’ergastolo per Antonio Borgia

Un omicidio efferato e brutale. Uccisa a coltellate e bastonate: Antonio Borgia in carcere punito con la pena dell'ergastolo

Ana Maria Lacramioara, 36 anni, è stata brutalmente uccisa a novembre del 2019 dal suo amante, Antonio Borgia. La donna era incinta al quarto mese.

E’ stata brutalmente accoltellata ai fianchi, alla gola, poi trascinata per terra. Ma ieri l’uomo è stato condannato all’ergastolo, a distanza di due anni dal brutale omicidio. Ana Maria è stata uccisa perché l’uomo: “Voleva sbarazzarsi della gravidanza di Ana, che avrebbe potuto fortemente turbare la propria immagine famigliare e sociale, l’immagine di uomo, rispettabile padre di famiglia e imprenditore”, si legge nelle motivazioni della sentenza.

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Sono 130 le pagine contenenti le motivazioni della sentenza, 130 pagine dove viene descritto l’orrore e la crudeltà cieca usata da Borgia sulla 36enne. Borgia dice che Ana Maria era incinta di un uomo che non fosse il suo, e per il quale era stato ricattato: “Dammi 3mila euro o dico tutto alla tua famiglia“. Intercettato in carcere, l’uomo avrebbe detto: “Questa gran put***a mi ha preso in giro, le sue intenzioni erano di consumarmi, perché pure lei lo sapeva che il bambino non era mio. Mi ha messo sotto pugno questa rumena e mi ha chiesto 3mila euro

La volontà di uccidere di Borgia è stata definita: “una volontà precisa, ferma e persistente“.

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Ana è stata accoltellata al fianco, poi, mentre la ragazza tentava di difendersi, è stata trascinata via per una gamba.

Poi ha preso un bastone e con quello l’ha picchiata in testa: “Le ho dato due bei colpi, però non moriva. Aveva un buco nel fianco con le budella fuori. Allora le ho tagliato la gola in modo tale che riposasse. Le ho fracassato la testa perché ancora rantolava“.

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Intercettato dagli inquirenti, l’uomo durante un colloquio in carcere ha raccontato anche che Ana avrebbe dovuto essere bruciata: “Avevo preparato la legna, la facevo scomparire completamente. Avevo anche preparato l’acido cloridirco, la infilavo dentro un fusto e avrei squagliato anche il fusto“.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.