Uefa Champions League: il sunto della prima giornata

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Un’attesa interminabile esaurita in due giorni. La prima giornata di Champions league è volata così, in un baleno, come una folata sulla fascia di Bale o una progressione letale di Gervinho. Sublime come le giocate di Draxler e straripante come le reti di Brahimi. Ma cosa ci ha lasciato questo piccolo assaggio di grande Europa?

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Sicuramente sensazioni positive. Almeno per quanto riguarda il calcio italiano. Juventus e Roma hanno vinto e convinto contro le selezioni, seppur modeste, di Malmö e Cska, guadagnandosi i primi 3 punti per la scalata agli ottavi. Tevez-dipendenti i bianconeri, devastanti e senza scrupoli i giallorossi. Come avvio, non c’è affatto male.

In Inghilterra ridono poco, anzi quasi per nulla. Lo scontro nazionale con la Germania è stato perso malamente e l’unico a salvarsi dalla pesante critica britannica è stato il Liverpool. Il novellino Ludogorets ha dato filo da torcere, ma Balotelli e Gerrard, nel recupero, hanno evitato la frittata.

Come detto, i tedeschi hanno stravinto con le potenze inglesi: la macchina perfetta di Guardiola ha attaccato dal primo minuto, ma solo nella prodezza finale dell’inatteso Boateng ha sbloccato il risultato. Immobile fa ingranare il Borussia e allontana momentaneamente le critiche degli ultimi giorni. Huntelaar e Draxler incantano e castigano nella tana dei blues, con Mourinho che deve accontentarsi di un solo punto.

In Spagna la situazione è diversa, totalmente capovolta rispetto al campionato. L’Atletico operaio di Simeone crolla al Karaiskakis sotto i colpi di un Olympiacos perfetto. L’avvio da favola si è trasformato in tragedia greca. Il Barça del predestinato Enrique vince senza convincere al Camp Nou: né Messi, né Neymar, coi ciprioti dell’Apoel decide Piquè. L’unico che dilaga e parte come si deve è il Real di Ancelotti, la squadra insicura e stentante della Liga: Bale, Ronaldo, James e Benzema affossano l’innocuo Basilea di Streller. La quarta potenza di Spagna, l’Athletic, non va oltre il pari con lo Shaktar: 0-0.

In Francia fa festa solo il Monaco: 1-0 col Bayer Leverkusen targato Joao Moutinho, mentre per il Psg ci pensa Schöne a rovinare la festa. Troppe la palle gol sprecate dai parigini, con un Lucas che incanta, ma concretizza poco.

Il Portogallo sorride solo in parte. Esplode il talento di Brahimi (vecchia conoscenza di Pozzo, manco a dirlo) e il Porto vola sul Bate Borisov con un punteggio tennistico. Di Jackson Martinez, Adrian Lopez e Aboubakar le altre reti del 6-0 finale. Alla Catedral comincia malissimo, invece, l’avventura del Benfica. Contro lo Zenit dell’ex Porto Villas Boas, le aquile cadono per 2-0. L’altra portoghese, lo Sporting, conquista e perde nel giro di 12 minuti 3 punti fondamentali. Prima il vantaggio con Nani, poi, a tempo quasi scaduto, la rimonta ad opera di Zahovic.

A chiusura del cerchio, la sfida andata in scena alla Telekom Arena tra Galatasaray ed Anderlecht. Clamorosamente in svantaggio dopo la rete in avvio di ripresa di Praet, gli uomini di Prandelli recuperano, all’ultimo respiro, un punto importantissimo per il girone grazie alla rete dell’uomo simbolo Burak Ylmaz.

Inutile dire che testa e cuore adesso siano tornati nuovamente al campionato, ai suoi incontri in serie e alle classifiche chilometriche. La voglia, tuttavia, è quella di riassaporare emozioni, sorprese e suggestioni da Champions il prima possibile. Cercando di rimediare agli sbalgi o prestare fede alle premesse con quella coppa dalle grandi orecchie sempre sullo sfondo.

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