Tecnologia

Un microscopio alto 4 metri potrebbe aiutare nella ricerca contro il Covid-19

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Attualmente non esiste una cura per il coronavirus, ci sono diversi trattamenti ma non un farmaco o vaccino definitivo. I ricercatori, giorno dopo giorno, studiano questo virus per cercare il miglior trattamento e come prevenirlo.

Al fine di comprendere il miglior modo per curare i pazienti affetti da coronavirus, alcuni ricercatori della British Columbia University hanno deciso di utilizzare un microscopio crioelettronico alto ben 4 metri (13 piedi).

A cosa serve il microscopio crioelettronico

Questo macchinario deve essere necessariamente così grande, dato che racchiude molta tecnologia. Si tratta di uno strumento che consente di scattare delle foto a risoluzione atomica, in modo da consentire agli scienziati di comprendere come i trattamenti anticorpali riescono a legarsi al virus. Questo perché, data la dimensione esigua del virus, i normali microscopi ottici non riescono ad individuarlo.

I microscopi crioelettronici utilizzano fasci di elettroni e l’ultra-raffreddamento, dato che i campioni necessitano di essere conservati a temperature molto basse. Grazie a questo strumento, gli studiosi possono vedere come il covid entra nele cellule umane, e come i potenziali vaccini riescono ad aiutare gli anticorpi a creare un legame con la proteina spike, impedendo a quest’ultima di entrare nelle cellule umane. Con il microscopio da 4 metri, inoltre, gli scienziati sono riusciti a comprendere l’efficacia di un farmaco a base di anticorpi (l’Ab8) sul virus.

Sriram Subramaniam, a capo del team di scienziati che lavora utilizzando il “super microscopio” da 4 metri, ha spiegato: “Capire come questi anticorpi si legano e neutralizzano il virus, è fondamentale perché può essere utilizzato dai ricercatori che stanno sviluppando trattamenti per comprendere e, in ultima analisi, ridurre il farmaco correlato ad effetti collaterali. Questo non è solo un elemento critico per il trattamento. Sapere quali tipi di anticorpi forniscono protezione contro la diffusione del virus – e quali sono inefficaci – sarà essenziale nella valutazione degli anticorpi prodotti nelle sperimentazioni sui vaccini “.

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