UNESCO: Il “cibo giapponese” allunga la vita

La dicitura originale è: “Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità”. Stiamo parlando di un’alimentazione ricca ed equilibrata che fa largo uso di cibi definiti “anti – cancro” come pesce fresco, verdure, radici e tè verde.  Un’alimentazione povera di carne, andando quindi a sostenerer la recente dichiarazione dell’OMS sulle carni rosse.

In Occidente il cibo giapponese per eccellenza è noto come Sushi, favolosi involtini di pesce crudo e riso bianco dal sapore semplice e tipico dell’oriente. Nonostante queste piccole limitazioni dovute alla nuove mode occidentali in fatto di cucina, il cibo giapponese è ricco di noodles, verdure e legumi. Oltretutto, per condire vengono utilizzate spezie locali ed aceto, privileghiando olii a base di riso e di sesamo. Utilizzato molto spesso, è anche il tofu, motivo per il quale, la cucina giapponese è molto apprezzata anche da vegetariani e vegani. Pur essendo una cucina molto sana ed equilibrata, fa largo uso di cibi fritti – famosissima ad esempio è la tempura – ma, il pasto viene comunque bilanciato dall’uso di molte verdure.

La vera motivazione, che ha spinto l’Unesco a premiare il washoku (cucina tradizionale giapponese) è “associato ad uno spirito di essenziale rispetto della natura e alla sostenibilità dello sfruttamento delle risorse naturali”. Con questo riconoscimento la cucina giapponese si è aggiudicata un posto assieme alle altre quattro cucine tradizionali già considerate patrimonio Unesco, ovvero, quella francese, quella messicana, la dieta mediterranea e il Keskek turco.

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Ecco quindi un motivo in più per spingere noi italiani a provare i sapori dell’Oriente. Un alimentazione sana, semplice e particolare che saprà farci conoscere nuovi profumi e sapori delle culture culinarie del mondo.