US Open. Federer e Djokovic sul velluto. Italiani tutti promossi.

Groger-federer-had-the-shot-of-the-australian-open-and-it-didnt-even-countli US Open sono iniziati e finora nessuna notizia sconvolgente ha turbato la calma piatta della prima settimana di uno slam.

Il primo turno ha visto passeggiare Roger Federer sul tennista Australiano Matosevic che si arrende in tre set allo svizzero, fresco di un incontro con un’altra icona dello sport mondiale: Michael Jordan. Forse, l’incontro tra due atleti che sono stati, non a torto definiti, i più grandi di sempre nei loro sport è la vera notizia di questi giorni a New York e di questo mi prometto di parlare in un articolo in uscita domani. Il campione di Basilea ha vinto agilmente in 3 set con lo score di 6-3/6-4/7-6 e, come sempre, ha regalato un colpo spettacolare in mezzo alle gambe. Un suo marchio di fabbrica ormai, con dedica speciale a Jordan presente sugli spalti. Questa lieson dangereuse tra Roger e Michael ha già dato vita ad un nuovo paio di scarpe, che combina i due loghi. La Nike si lecca i baffi. Difficile darle torto.

Se Federer vola e Novak Djokovic gli sta in scia. Nole affronta l’argentino Schwartzmann e se ne libera assai facilmente con un netto score: 6-1/6-2/6-4. Ora il serbo avrà di fronte Mathieu che ha affrontato 6 volte e vinto 5 partite. Isner o Kolschreiber sono potenziali rivali agli ottavi del serbo che sembra proiettato verso l’ennesima presenza ai quarti.

Le due teste di serie passeggiano ai lati opposti del tabellone. In mezzo ci sono gli altri.

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Stan Wawrinka, terza forza del torneo, non è da meno e si libera di Vaseley in 3 set e al secondo turno incontra il brasiliano Thomas Bellucci, battuto agilmente in 4 set con un black out ben usato dal tennista carioca. Iron Stan ha un tennis tra i più adatti su questa superfice e sembra lanciato verso un buon piazzamento in questo torneo. Ora lo attende Kavcic. I due si sono già incontrati nel 2013 e lo svizzero ha vinto. Come on Stan!

Andy Murray, invece, fatica subito contro un volitivo Robin Haase che gli strappa un set e, comunque, mantiene alta la pressione sul britannico che si aggiudica la vittoria grazie alla maggior esperienza ad affrontare questo genere di incontri. Lo attende ora Bachinger che ha sconfitto l’esperto Stepanek. Possibile incontro con Verdasco al terzo turno: garanzia di spettacolo quando questi due si incontrano. Murray è in precarie condizioni di forma e sembra non uscirne. La cura Mauresmo darà frutti, prima o poi.

La vera notizia clamorosa del torneo ha un nome e un cognome: Nick Kyrgios. Ecco un nome da tenere d’occhio. In molti lo hanno già sentito, il ragazzo classe 1995 ha eliminato nientemeno che Rafa Nadal a Wimbledon agli ottavi, anticipando la lunga degenza del maiorchino, grande assente sull’Hudson. Nick, ora numero 60 del mondo, aveva al primo turno un avversario molto complesso: Mikail Youzhny, vecchia volpe del circuito. Ebbene, l’australiano di origini cipriote gioca alla pari con il più esperto rivale e ne nasce un match di rara bellezza in cui vige l’equilibrio. Di solito, è il giocatore con maggior esperienza a spuntarla e invece no Kyrgios scappa due set avanti, comportandosi come un top ten. Tuttavia, nel terzo set si rende conto di dove si trovi e di cosa gli stia accadendo: inevitabile un passaggio a vuoto. Youznhy non si fa scappare la chance e vince il set con un netto 6-2. La logica vorrebbe il crollo mentale del ragazzino che, però, si rimette in carreggiata e vince il quarto set e si qualifica per il secondo turno. Lo aspetta l’azzurro Seppi.

Proprio di Italia si parla ora. La vera notizia è che Fognini non ha fatto danni. Fabio affronta Golubev nel primo turno: avversario ostico ma arginabile dotato di un tennis aggressivo, fatto di continue bordate e di palle sempre piatte, di un dritto devastante e di un rovescio singhiozzante. Il russo è all’altezza di Fabio che infatti argine l’atletismo dell’avversario con il suo tennis più regolare e lo ingabbia nella sua rete. Chirurgico nei primi due set, in cui gli bastano 2 break per andare in vantaggio di 2 parziali. Nel terzo, l’avversario ha perso lucidità e coerenza tattica e regala la partita al ligure che ringrazia e sorride. La vera insidia per Fogna non era tanto l’avversario ma l’arbitro Pascal Maria con cui Fabio ha avuto non pochi dissapori. Per i cultori delle sfuriate di Fabio, ricordate la scenata a Wimbledon 2013 con tanto di tuffo disperato di Fognini in preda ad un feroce protesta? Il “povero” arbitro era Maria. Bene Fognini e molto bene Seppi. L’altoatesino incontrava l’ostico Stakhovsky, mattatore di Federer sui campi inglesi. Diciamo che Stakhovsky ha avuto più fortuna che altro in quell’occasione. Seppi è brava e concentrato e passa il turno. Ora però dovrà arginare il tifone australiano Kyrgios: Forza Andreas! L’Italia del tennis maschile sorride ancora di più per il risorto Simone Bolelli, crollato oltre la 300° posizione del ranking e ora tornato al tennis che conta e, come a Parigi e Wimbledon, non solo entra in tabellone ma passa anche un turno. Simone non aveva un match facile, anzi. Vasek Pospisil, battuto in 5 set, è uno dei giovani emergenti e arrivava dalla finale in Canada. Simone dimostra un tennis maturo ed efficace. Ora per Simone c’è un ostacolo ostico, Tommy Robredo. Scontro tra due non giovanissimi ma di alto livello tattico. Sarebbe già grandioso così ma ci si mette anche la fortuna e tutto splende ancora di più. Paolo Lorenzi entra in tabellone per la prima volta a New York e ha un primo turno favorevole. Questa già è una grande notizia per uno abituato ad incontrare i top 3 al primo turno. Questa volta Nishyoka era un accoppiamento eccezionale: giapponese di belle speranze calsse 1995. Il ragazzo crolla al terzo set sotto di due set, 6-1/6-2, e sotto di un break per 2-1. Ora Paolo affronterà Gasquet che è di sicuro più ostico del giapponese ma di certo poteva andare molto peggio.

Il magnifico duo, Dimitrov-Raonic, passeggia in scioltezza al primo turno: Grigor non trema di fronte all’eterna promessa mai mantenuta del tennis americano, Ryan Anderson; Milos strapazza il qualificato Taro.

Gulbis, mina vagante di ogni torneo cui prende parte, pare in forma e ha disintegrato De Schepper in 3 set. Mai sottovalutare il lettone.

A partire dalle ore 17 italiane, al via secondo turno. Stay tuned.

 

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