Con il nome di vedova nera si indica quel tipo di ragni che appartengono al genere Latrodectus. Diverse sono le specie di vedove nere, accomunate tutte da alcune caratteristiche:
- Colore nero
- Presenza di macchie sull’addome, generalmente di colore rosso, che possono variare di numero, forma e posizione
- Letalità del morso nei confronti dell’uomo.
Il morso della vedova nera, infatti, può causare ferite molto gravi, che possono portare anche alla morte. A causa di questa sua pericolosa peculiarità, la vedova nera è considerata uno dei ragni con la più alta rilevanza medica nei confronti dell’uomo.
Cos’è la vedova nera?
Per vedova nera si intende un complesso di ragni appartenenti al genere Latrodectus, della famiglia Theridiidae. La vedova nera è un ragno cosmopolita e, di conseguenza, diffuso in tutti gli angoli del globo. La vedova nera vive tranquillamente anche nella maggior parte degli stati europei, Italia compresa. Tuttavia, in ciascuna area del pianeta troviamo una determinata specie:
- Se andiamo in Nord America troveremo le specie L. hesperus e L. mactans che presentano una particolare macchia a forma di clessidra rossa sull’addome inferiore;
- In America centrale e meridionale troveremo le specie L. mirabilis e L. apicalis;
- In Australia vivono le specie L. katipo e L. hasselti;
- In Asia troveremo, invece, le specie L. erythromelas e L. elegans;
- In Madagascar e Africa centrale troveremo tra le specie più variegate, come la L. menavodi e L. obscurior;
- In Africa settentrionale, Europa e Medio Oriente vivono altrettante variegate specie quali L. pallidus, L. revivensis, L. hystrix e L. tredecimguttatus.
Le vedove nere sono ragni abbastanza minuscoli, la loro lunghezza va dai 10 ai 15 millimetri, ma al contempo sono caratterizzate da zampe abbastanza lunghe.
Come si riconosce il ragno?
La vedova nera è uno dei pochi ragni velenosi presenti in Italia. La vedova nera nostrana è detta mediterranea ed è parente diretta della ben più letale vedova nera americana. Quella italiana è conosciuta anche come malmignatta. Esso è un ragno dall’aspetto particolare. Come leggiamo da un articolo guida pubblicato su Pianeta Donna, presenta un cefalotorace piccolo, l’addome è grosso e scuro, somiglia molto ad un globo, ma non è perfettamente rotondo, in quanto termina con una forma sensibilmente appuntita. La vedova nera possiede gambe sottili e allungate. Tuttavia, la peculiarità che la rende, in tutto e per tutto, identificabile è la presenza di almeno 13 macchie rosse sul corpo. Nel caso di esemplari molto giovani, le chiazze in questione sono più sbiadite. La femmina risulta essere di maggiori dimensioni rispetto all’adulto.

Il pericolo morso
Il morso della vedova nera è considerato molto pericoloso, in quanto può causare conseguenze assai gravi, talvolta, tragiche. Il morso della vedova nera può essere accidentale, incespicando, casualmente nella sua tana. Le persone maggiormente a rischio sono gli agricoltori od altri lavoratori che siano soliti lavorare nei luoghi in cui questi ragni nidificano. La vedova nera, se disturbata, il più delle volte si comporta in maniera aggressiva, non pensandoci due volte a mordere l’intruso. Il veleno del ragno possiede diverse potenti tossine, tra cui latrotossine ed ulteriori tossine di tipo polipeptidico. Essi interagiscono con canali ionici di sodio, calcio e potassio, con conseguente rilascio nell’organismo di neurotrasmettitori. Il rilascio di tali neurotrasmettitori porta ai tipici sintomi che un individuo può provare dopo essere stato morso da un ragno.
Trattamento contro il veleno della vedova nera
Fortunatamente, contro il veleno della vedova nera esiste un antidoto specifico che ha sensibilmente ridotto le morti causate dal morso di questo piccolo ma letale essere. Nel caso in cui si venga morsi dalla vedova nera, prima di tutto bisognerà contattare gli opportuni soccorsi, oppure recarsi al pronto soccorso dove, in caso di necessità, il personale medico-sanitario somministrerà allo sventurato l’antidoto. Tuttavia, la somministrazione del’antidoto non è obbligatoria se il morso del ragno sia stata di bassa densità tale da non poter provocare gravi complicazioni come il latrodectismo.
In generale, la pericolosità del morso della vedova nera varia in base a tre gradi:
- Primo grado: l’individuo manifesta giusto del dolore nella parte in cui è stato morso, ma il resto dei parametri vitali rimane inalterato;
- Secondo grado:il morso provoca dolore muscolare che può estendersi anche all’addome. La vittima può manifestare, inoltre, intensa sudorazione, soprattutto nella parte morsa;
- Terzo Grado: caratterizzato da sintomi molto gravi e i parametri vitali della vittima sono pericolosamente alterati
Oltre all’antidoto, il paziente giunto in pronto soccorso riceverà ulteriori cure in caso di bisogno, come farmaci analgesici e miorilassanti: i primi per contenere il dolore, il secondo per attenuare gli spasmi muscolari. Non mancherà il supporto respiratorio con ossigeno se il paziente ha difficoltà nel respirare liberamente.
Curiosità sul ragno
La tela della vedova nera è stato oggetto di studi per molto tempo, al fine di capire la sua notevole resistenza. Sembra che, in termini di forza esterna e prima di applicarne la rottura, la fibra prodotta dal ragno in questione possa essere comparata addirittura all’acciaio. La riproduzione di fibre così resistenti potrebbe essere applicata in vari campi, come quello industriale e militare. Riguardo il veleno che secerne, spesso la vedova nera lo utilizza per immobilizzare e cibarsi delle sue prede. Nei confronti dell’uomo, la vedova nera non usa il suo morso per il semplice gusto di farlo, bensì per difendersi.
La vedova nera “morde a secco”, ovvero, lo fa senza inoculare il veleno e quando lo fa, di solito, ne usa una quantità così insignificante da non provocare gravi conseguenze fisiche al malcapitato. Tuttavia, meglio non sottovalutare la pericolosità di questo ragno: nei confronti di anziani, bambini o adulti con patologie pregresse, il veleno della vedova nera, anche se in piccole quantità, potrebbe apportare gravi conseguenze. Inoltre, il morso della vedova nera mediterranea è meno potente rispetto alla sua parente americana. Infatti, le cause di morte generate dalla malmignatta, non sono così frequenti rispetto a quello della sua corrispettiva abitante oltreoceano.
La vedova nera ha dato il nome ad una celebre eroina Marvel, stiamo parlando d Natasha Romanoff, nota amche come Black Widow. Natasha è una ragazza alla quale venne somministrato un siero molto simile a quello del super soldato usato su Steve Rogers (Captain America). Il personaggio divenuto celebre negli ultimi anni anche a livello cinematografico, in quanto apparsi nei diversi film con protagonisti gli Avengers, di cui lei stessa è un membro effettivo. La supereroina ha beneficiato anche di una pellicola standalone. Nei vari film è interpretata da Scarlett Johansson.
La vedova nera è un ragno timido e dalle tendenze cannibali. Ama vivere in solitudine. Solamente durante i periodi riproduttivi accetta la presenza di un partner senza cercare di mangiarlo. Il ragno è attivo soprattutto di notte. Di giorno ama starsene in un bozzolo di seta creato da essa stessa. Solitamente carnivoro, la vedova nera mangia insetti o altri ragni che rimangono intrappolati nella propria ragnatela. La vedova nera raggiunge la preda intrappolata e la morde iniettandole degli enzimi che “digeriscono” la preda ancor prima che la vedova nera la mangi.
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