Violenza e Pace: due sentimenti contrapposti

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L’uomo si è sempre differenziato dagli animali in quanto è un essere cosciente e intelligente, in grado di pensare e ragionare e non solo di provvedere alle proprie esigenze seguendo l’istinto.

Per questo motivo progredisce, raggiunge un certo grado di civiltà e, soprattutto, avverte nel proprio intimo una legge morale che gli fa compiere una selezione nelle proprie scelte.

Nonostante ciò, l’odio, il fanatismo e l’egoismo, possono sconvolgere l’ordine del suo animo, ponendo al primo posto l’arrivismo, la sete di guadagno, la realizzazione di un determinato sistema di società, ecc.

Per riuscire a realizzare questo ideale di vita in breve tempo e con facilità, si ricorre alla “violenza” genericamente intesa – che oggi, più che in passato – dilaga in modo insidioso condizionando il normale vivere civile.

Chi crede che la “violenza” possa risolvere gran parte dei problemi di carattere polito, sociale ed anche personale, compie un grossolano errore perché la “violenza” non risolve i problemi, i disagi e i malcontenti, ma ne crea di nuovi.

Non solo ciò che fa scalpore sulle pagine dei quotidiani è violenza, ma anche quella che ogni giorno subiamo o imponiamo.

Si può dunque dire che sentimenti contrari alla “pace” siano, sopratutto oggi, i maggiori nemici dell’uomo. E’, quindi, l’essere umano che deve compiere un’azione di risanamento nei confronti di se stesso.

Un antidoto contro la “violenza” è l’impegno di ogni singolo soggetto per la realizzazione della pace. La pace è certamente l’elemento indispensabile per la crescita di una società basata sulla vera giustizia, quella che non soffoca gli altri in nome dell’ ”io”, quella fondata sulla coesistenza serena e comprensiva e non sull’indifferenza a tutto e verso tutti!

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