La vitamina K è tra i nutrienti più salutari che il nostro organismo possa assimilare, ma solo recentemente ne è stata rilevata la sua importanza. Di conseguenza non solo la vitamina c, d o a sono essenziali per il benessere dei singoli ma anche la K che, secondo alcuni recenti studi, ha un ruolo determinante per influenzare alcune dinamiche salutari.
Uno studio pubblicato a giugno sull’American Journal of Clinical Nutrition ha rilevato l’importanza della vitamina K e le eventuali influenze sugli individui. I test condotti su un numero considerevoli d’adulti di un età che va dai 54 a 76 anni hanno confermato che i soggetti con una vitamina k con valori bassi avevano maggiore probabilità di morire rispetto a chi invece aveva quantità equilibrate.
Il ruolo della vitamina k è determinante per ridurre il rischio d’artrosi ma anche prevenire il deposito di calcio nell’arterie e evita di conseguenza eventuali fratture. L’importanza della vitamina K soprattutto in età adulta è stato ormai accertata resta solo da capire come assimilare questo particolare nutriente che fino a qualche anno fa era sconosciuto.
Vitamina K: come e dove assimilarla?
Come assumere la vitamina K? In quali cibi e nutrimenti è possibile trovarla e integrarla nel nostro organismo? La vitamina k è contenuta in molti alimenti, soprattutto in alcuni come i broccoli che non solo sono gustosi ma sono perfetti per chi segue una dieta ipocalorica che favorisce il dimagrimento. Si può trovare anche negli spinaci, il cavolo, la lattuga, i cavoletti di Bruxelles e una serie di verdure a foglia larga.











