Real Madrid in lutto: “Saeta Rubia” Alfredo Di Stefano non ce l’ha fatta

Di Stefano

Ci lascia uno dei più grandi calciatori del XX secolo. Colpito da un infarto nella giornata di Sabato nella Capitale spagnola.

Alfredo Stéfano Di Stéfano Laulhé, nato tra le barche di Buenos Aires, si è spento nella giornata di oggi dopo aver appena compiuto 88 anni. L’ex presidente onorario del Club madrileno è stato colpito da un infarto sabato 5 luglio, proprio mentre si trovava nei pressi dello stadio “Santiago Bernabeu”. Dopo una rianimazione cardiopolmonare è stato trasferito in coma indotto all’ospedale “Gregorio Maranon”, nel quale verrà a mancare due giorni dopo. Di Stefano fu colpito da un primo infarto nel 2005 a Valencia che lo costrinse ad un’operazione per l’impianto di quattro by-pass. Considerato da alcuni più forte addirittura di Maradona e Pelè, Di Stefano imparò ad amare il calcio grazie al nonno, che viveva a pochi passi dalla curva del Boca. Fu acquistato nel 1949 dal Millionario, squadra colombiana, nella quale vinse tre campionati in quattro anni segnando 157 goal. Alfredo si mise in mostra, attirando l’attenzione delle big europee.

Il Real Madrid se ne innamora e nell’estate del 1953 lo acquista per la cifra record del tempo di 5.750.00 pesetas. Non fu una trattativa semplicissima, sulle orme del giovane argentino c’era infatti anche il Barcellona. Ma fin da subito si capirà che nel destino di Alfredo ci doveva essere unicamente Madrid. Al debutto fu subito gioia, il 27 Settembre 1953 segna subito un goal contro il Racing, il primo di una serie infinita. 418 reti in 510 partite con la camiseta blanca. Con i suoi goal Alfredo riempì la bacheca del Real Madrid di trofei: 5 coppe d’Europa, 8 campionati spagnoli, una coppa di Spagna, una coppa Intercontinentale, due palloni d’oro. Alfredo prende il soprannome di “Don” e porta il Madrid ad essere miglior squadra del XX secolo. Una carriera fantastica, unica. Nel suo Palmares mancherà però il Campionato Mondiale, seppur ci abbia provato con due maglie diverse. Disputa 6 partite con l’Argentina, senza però partecipare a nessun campionato del Mondo,e a 31 anni decise infatti di prendere la nazionalità spagnola, con la cui nazionale giocò 31 partite segnando 23 goal. Di grande spessore fu anche la sua carriera da allenatore, vinse due volte il campionato argentino- col Boca Juniors nel 1969 e col River Plate nel 1981- e un campionato spagnolo, col Valencia. Alfredo capì però che nel suo destino doveva esserci ancora una volta il Real Madrid. Decise quindi che l’ultima squadra da allenare doveva essere quella con la maglietta balca, siglò perciò l’ultimo contratto della sua carriera nella stagione 1990-1991. Con l’arrivo di Florentino Perez alla guida del Madrid, fu nominato presidente onorario del club. Nel maggio 2006 venne intitolato uno stadio in suo onore, quello del Real Madrid Castilla. Abitava in questi ultimi anni nei pressi del “Santiago Bernabeu”, dove, durante una camminata nei pressi di questo, intervenne ancora una volta il destino. Adios Don Alfredo

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