Società e cultura
7 ottobre 1985: 30 anni dalla tragedia dell’ Achille Lauro

Era il 7 ottobre 1985, quando 4 terroristi palestinesi dirottarono la nave dell’ Achille Lauro. Si trattava di Bassām al-ʿAskar, Aḥmad Maʿrūf al-Asadī, Yūsuf Mājid al-Mulqī e ʿAbd al-Laṭīf Ibrāhīm Faṭāʾir. A bordo erano presenti 201 passeggeri e 344 uomini di equipaggi. I 4 terroristi, in cambio della liberazione dei passeggeri, chiedevano il rilascio di 30 prigionieri israealiani.
Su quella nave, fu ucciso con una brutale esecuzione il cittadino statunitense Leon Klinghoffer, un 69enne sulla sedia a rotelle, di religione ebraica. L’uomo si trovava in crociera con la moglie, per festeggiare il loro anniversario di matrimonio. Le figlie, Ilsa e Lisa , negli anni si sono sempre battute perché il padre avesse giustizia.
L’attacco all’Achille Lauro fu un duro colpo per il nostro Paese, rappresentando, di fatto, una delle più grandi crisi diplomatiche tra italia e stati uniti: la crisi di Sigonella. La crisi ebbe fine solo dopo una serie di lunghissime e travagliate vicissitudini, quando Reagan invitò Craxi negli Stati Uniti, dove riuscirono ad arrivare a una ricomposizione diplomatica. Craxi, con sommo dispiacere, disse a Reagan che: “lui non avrebbe potuto fare diversamente da come aveva fatto”.
Intanto, le figlie di Klinghoffer, nel 2015 hanno dato in donazione all’American Jewish Historical Society tutti i documenti sul dirottamento. Tra essi, anche una medaglia d’oro regalatagli da alcuni cittadini italiani, con un’iscrizione semplice: “alla memoria di Leon Klinghoffer, in solidarietà per la pace nel mondo. Vogliamo che il suo sacrificio sia ricordato e che la memoria di quell’evento possa contribuire a educare altri, a creare una nuova consapevolezza sulla realtà del terrorismo “.









