Alla Galleria d’Arte Moderna a Milano: “Sei stanze… dell’800”

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Ci accolgono i ritratti di due bambini di un’epoca lontana,alla fine del’700: sguardi dolci e innocenti di bambini diversi dai nostri, dalla vita più a contatto con la natura e i suoi ritmi , senza videogiochi, TV,minitablet…, ma bimbi sereni…Così si apre la mostra “Sei stanze, una camera dell’800“, opere inedite della collezione G.A.M. presso la Gall.D’Arte Moderna a Milano, aperta fino al 30 ottobre ’16. Si tratta di 62 dipinti provenienti da collezioni del deposito museale, quindi normalmente non visitabili, che narrano un intero secolo, l’800, frutto di  donazioni dei più noti collezionisti e famiglie milanesi dell’epoca.

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Introducono alla mostra i ritratti, il genere più rappresentato del XIX°sec., fino al periodo dopo l’Unità d’Italia. Spicca subito  per il candido abito bianco in contrasto con la bella  capigliatura nera raccolta in uno chignon, “il Ritratto della NobildonnaVittoria Cima della Scala”, (di E.Sala, 1852), con la mano morbida posata sulla gonna di tulle, che trattiene un ramoscello di rose. Contrastano con la dolcezza dell’atteggiamento e e del vestito lo sguardo un po’ chiuso e la bocca serrata…Acuta è l‘occhiata del “ritratto di Carlo Silvestri”, 1850, sempre di Sala, l’uomo dal grande cappello, un fazzoletto rosso al collo e la barba, secondo la moda dell’epoca, che gli donano un aspetto da rivoluzionario, a cui si potrebbe contrapporre per contrasto quello del “maresciallo austriaco marchese Annibale Sommariva”(1800). Alla stessa epoca appartiene la “principessa Augusta Amalia di Baviera”,con l’abito in stile impero, un diadema sulla fronte, e i boccoli bruni che le scendono dolci sulla fronte…

Dominano nella seconda stanza le due tele di “Giannina Castelli”, nobildonna dallo sguardo fiero e austero, seduta su una poltrona- è incantevole il drappeggio sfumato della gonna azzurra-e della nobile signora Eleonora…” con cane, dura e accigliata, chiusa in un mantello verde, in contrapposizione con un dolcissimo volto di una” Maddalena Penitente”.(1898). Il vecchio Silvestro Lega cammina pensieroso con occhiali e bastone, un po ingrigito, mentre all’opposto emana luce la bimba seduta sul prato con le rose in grembo, accanto ad una capretta: è la contessina Bice Belgioioso (1876).

Mostre: alla gam 6 stanze di capolavori nascosti
Mostre: alla gam 6 stanze di capolavori nascosti

Dai ritratti si passa ai paesaggi, l’altro grande elemento rappresentato nell’arte, dalla seconda metà dell’800 all’inizio del ‘900. Quasi un’intera parete occupa la veduta di Messina(di Carlo Bassoli, 1858), dai nobili palazzi e i velieri che si riflettono nello specchio d’acqua di un mare verde smeraldo. Mirabile è il bosco invernale di “Mattino di novembre  a Ligurno”,(1885), come il verdissimo prato “sul Mottarone”,dove delle donne con dei bambini si ripsano sull’erba. “Un turbine” di Fulvio Bisi rappresenta la natura prima della tempesta, classico tema romantico, con gli alberi piegati dal forte vento al di sotto di incombenti nuvoloni grigi, mentre all’opposto è coloratissima la spiaggia di Alassio(1915-1919), dove fanciulle tratteggiate nelle loro variopinte gonne si rilassano davanti al mare.

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Nella nuova sezione  della Pittura di Genere appaiono scene della vita quotidiana: in”Traversata in laguna” una famigliola si stringe su una barca scossa dalle lunghe onde di un mare grigio-verde, mentre tutto appare più sereno in “Impressioni sull’Adriatico”,  dove i bambini giocano nudi e felici nell’acqua. Non mancano scene di dolore e povertà, come quella dei due bimbi accanto alla nonna che recita il rosario e della madre dal volto colmo di pianto di fronte al suo bambino morto.

Per contrapposizione si passa alla Natura Morta, dove variopinte e meravigliose sono le tinte di fiori, frutta, animali... Il tutto si conclude col Realismo Lombardo, con i più noti artisti,come Filippo Carcano: lo sguardo triste di Pall Mell Garatte e il “morticino”, in cui su uno sfondo azzurro, due figure angeliche trasportano il bimbo, davanti ad una madre che si lascia andare esausta, dove dolore e amore si fondono in una dolcezza sconfinata…

Grazia Paganuzzi

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".