In Alto Adige: la bellezza dell’Abbazia di Novacella

Bellezza e storia di una delle più antiche e grandi abbazie del nord Italia

Una delle più belle e composite abbazie dell’Arco Alpino del Nord Italia, un grande complesso di edifici religiosi e civili, non lontano da Bressanone, è l’Abbazia di Novacella.

Appartenuta per quasi mille anni ai canonici regolari di S.Agostino che si occupavano dell’educazione dei ragazzi, è costituita da edifici  di diversi stili  ed epoche che da soli ne narrano la storia. Vi si accede attraverso un piccolo ponte coperto: tra i diversi stili sorprendono un campanile romanico, un coro con presbiterio e chiostro in stile gotico, la chiesa  e la biblioteca, barocche e rococò, mentre l’impianto dell’abbazia risale alle sue origini, al sec.XII°.

La chiesa di S.Maria Assunta invece, fu ricostruita nel 1700 e conserva interessanti e pregiati dipinti. Al centro del cortile si trova il pozzo rinascimentale  detto ” pozzo delle meraviglie”, infatti lo sovrasta un’edicola ottagonale su cui sono raffigurate le sette meraviglie dell’antichità, e sull’ottavo lato, l’abbazia.

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Due piani del monastero sono occupati dalla biblioteca  che ospita circa 65.000 volumi a stampa, prevalentemente scientifici e teologici, oltre a manoscritti e codici miniati. Nell’insieme prevale lo stile barocco alpino e bavarese che eccelle proprio qui, nella biblioteca, nella sala principale, una vera e propria opera d’arte del Rococò altoatesino, realizzata nel 1773 da Antonio Giuseppe Sirtori.

Con la soppressione dell’Abbazia nel 1807, molte opere furono disperse, ma diverse furono riscattate dal governo italiano dopo la Prima Guerra Mondiale. e restituite all’Abbazia,mentre una parte venne ospitata dalla Biblioteca Universitaria di Innsbruck.

La cappella di S.Michele, detta Castello dell’Angelo, una rotonda di epoca romanica, è davvero l’edificio più interessante. Nel Medio Evo se ne trovavano diversi sulle vie dei pellegrinaggi, di cui evocavano spesso il Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Nell’Abbazia viene prodotto e venduto un vino bianco eccellente. Infatti intorno si estendono innumerevoli vigneti e il vino è uno dei più conosciuti e buoni della valle Isarco.

E’ necessario un breve cenno alle sue origini,che iniziarono con un convento fondato dal vescovo nel 1142 della diocesi di Bressanone, beato Hartman. Il complesso  appartenne quindi alla Congregazione Lateranense Austriaca dei Canonici Regolari di S.Agostino. Nei secoli fu un ricovero per pellegrini diretti verso la terra santa e Roma.Nel 1445 vi fu sepolto il poeta tardo medieovale Oswald Von  Wolkenstein.

Grazia Paganuzzi